Sale biologico himalayano, maxi sequestro a Ravenna

Sale biologico himalayano, maxi sequestro a Ravenna

Fonte immagine: Pixabay

Maxi sequestro di sale himalayano al porto di Ravenna: circa 15 tonnellate etichettate come Made in Italy, ma provenivano dal Pakistan.

Una partita di 15 mila tonnellate del pregiato sale biologico himalayano è stata sequestrata al porto di Ravenna perché in “violazione della normativa sulla corretta etichettatura dei prodotti a uso alimentare”. Il motivo della violazione? Sull’etichetta campeggiava la dicitura “Confezionato in Italia”, ma proveniva dal Pakistan, suo Paese di produzione.

Di made in Italy quel sale dell’Himalaya non aveva nulla ed è per tale motivo che i funzionari dell’ufficio dogane del porto di Ravenna, che insieme ai finanzieri locali hanno sequestrato l’intera partita, contenente singoli pacchi di sale biologico da 1 Kg ciascuno che stavano per essere introdotti nel nostro Paese con indicazioni ingannevoli per i consumatori.

Oltre al sequestro amministrativo dell’intero carico, è scattata anche una sanzione pecuniaria per l’importatore. Se è sempre bene prestare attenzione all’etichetta dei prodotti per comprenderne l’effettiva provenienza, il consumatore non può fare nulla in caso di informazioni ingannevoli. Peraltro, non tutti sanno che l’Himalaya c’entra davvero poco con la provenienza di questo sale: il sale himalayano viene estratto nella catena del Sal Range, nella parte settentrionale del Punjab in Pakistan.

Oltre al suo colore rosa dovuto alla presenza di ferro (da 0,2 a 50 mg per chilogrammo), il sale himalayano si caratterizza per la totale assenza di iodio. Costa però dalle 6 alle 60 volte in più del comune sale marino iodato, per questo motivo è ritenuto un prodotto pregiato.

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