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Saglia d’accordo con Passera: puntare su petrolio made in Italy

Saglia d’accordo con Passera: puntare su petrolio made in Italy

L'ex sottosegretario all'Energia Stefano Saglia a sostegno delle recenti dichiarazioni di Corrado Passera: più petrolio italiano e meno vincoli ambientali.

Le recenti dichiarazioni anti rinnovabili e pro petrolio del ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera sono state apprezzate dall’ex sottosegretario all’Energia, Stefano Saglia. Il deputato del Pdl, a poche ore dalle affermazioni di Passera, ha commentato:

Le dichiarazioni del ministro Passera sul rilancio della produzione nazionale di idrocarburi vanno nel verso giusto. L’Italia ha bisogno di autosufficienza energetica e per far cio’ deve puntare sulle proprie risorse nazionali

Tutto questo perché, come ben sappiamo, l’Italia importa a prezzi altissimi la quasi totalità del petrolio e del gas che consuma dall’estero. Soprattutto dal nord Africa e dall’ex Unione Sovietica. La soluzione a questo problema, secondo Passera e Saglia, non è nella diminuzione del consumo di idrocarburi bensì nell’aumento della produzione di quelli nostrani. Saglia, però, rimprovera a Passera di essere stato troppo tenero con gli ambientalisti:

E’ stato proprio questo Governo ad aver ceduto alle pressioni degli ambientalisti quando ha ritirato i provvedimenti che avrebbero ridotto le restrizioni per le prospezioni minerarie e la produzione in Italia

Secondo l’ex sottosegretario, invece, si sarebbe dovuto dare il via libera alle trivelle su tutto il territorio nazionale e nei mari. Togliere i limiti, infatti:

Avrebbe potuto raddoppiare la produzione di petrolio e di gas in Italia sia onshore che offshore e avrebbe creato oltre 30.000 posti di lavoro: le restrizioni introdotte con il codice ambiente nel 2010 sono le piu’ rigorose imposte nell’Europa ed hanno bloccato molte aziende che avevano gia’ fatto investimenti


Le ultime parole di Saglia molto probabilmente si riferiscono al decreto liberalizzazioni del governo Monti e all’assai discusso emendamento che avrebbe tolto il limite delle 12 miglia dalle coste per le trivellazioni offshore.

Non c’è dubbio, quindi, che l’industria italiana del petrolio e del gas stia tornando a fare pressione sulla politica affinché vengano allentati i vincoli ambientali e reso più semplice cercare petrolio. Anche al limite dei parchi nazionali, come nel recentissimo caso del Cilento.

Via: AGI

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