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Sacchetti ortofrutta: sì a quelli da casa, ma è poco fattibile

Sacchetti ortofrutta: sì a quelli da casa, ma è poco fattibile

Fonte immagine: iStock

Il Consiglio di Stato si esprime sui sacchetti bio per frutta e verdura, ma quanto diramato aumenta la confusione su come sia possibile portarli da casa.

La decisione di rivoluzionare i sacchetti ortofrutta nei supermercati presa dal Ministero della Salute per meglio tutelare l’ambiente e ridurre il consumo di plastica ha già destato parecchie polemiche lo scorso gennaio, e creato molta confusione tra le persone. Il Consiglio di Stato ribadisce che è possibile portarsi da casa i sacchetti per la frutta e verdura da comprare al supermercato, ma con una circolare aumenta la confusione invece di chiarire la situazione.

Diversi gli aspetti poco chiari: innanzitutto i sacchetti ortofrutta devono essere nuovi, monouso, compostabili e per alimenti, ma è praticamente impossibile che i consumatori li portino da casa dato che questa tipologia di sacchetti è acquistabile a un prezzo di molto superiore a quello proposto dai supermercati (1-2 centesimi per unità), che li acquistano in grossissime quantità. Ci si chiede dunque quale sia la convenienza dato che non vi è la possibilità di pagarli meno, se non prendendoli direttamente al supermercato.

Altro aspetto confusionale del provvedimento del Ministero della Salute, ora riconfermato dal Consiglio di Stato, è la decisione di affidare alle catene di supermercati la “verifica dell’idoneità dei sacchetti” portati da casa dai clienti. Si legge che:

Peraltro, in considerazione dell’imprescindibile rispetto della normativa in tema di igiene e sicurezza alimentare, ciascun esercizio commerciale sarà tenuto, secondo le modalità dallo stesso ritenute più appropriate, alla verifica dell’idoneità e della conformità a legge dei sacchetti utilizzati dal consumatore, siano essi messi a disposizione dell’esercizio commerciale stesso, siano essi introdotti nei locali autonomamente dal consumatore.

In quanto soggetto che deve garantire l’integrità dei prodotti ceduti dallo stesso, può vietare l’utilizzo di contenitori autonomamente reperiti dal consumatore solo se non conformi alla normativa di volta in volta applicabile per ciascuna tipologia di merce, o comunque in concreto non idonei a venire in contatto con gli alimenti.

È dunque difficile immaginare che i supermercati possano avere una persona esperta capace di controllare se i sacchetti di plastica o di carta per frutta e verdura, portati da casa dai clienti, siano nuovi, monouso, compostabili e per alimenti. La gestione da parte del supermercato sarebbe difficoltosa anche per il calcolo della tara, dato che in alcune bilance per l’ortofrutta il peso del sacchetto è preimpostato (3-4g) e dunque cambiare la tara in base al peso del sacchetto portato da casa sarebbe molto complicato.

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