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Sacchetti frutta e verdura a pagamento: ecco la spesa per le famiglie

Sacchetti frutta e verdura a pagamento: ecco la spesa per le famiglie

Fonte immagine: Unsplash

Dal 1 gennaio 2018 non si troveranno più nei supermercati i sacchetti leggeri per frutta e verdura gratis: diventano biodegradabili e a pagamento.

C’è una nuova tassa sulla spesa che ricade sui consumatori, seppur per un’ottima ragione: dall’1 gennaio 2018 sono stati messi al bando i leggerissimi sacchetti di plastica usa e getta utilizzati gratuitamente per frutta e verdura e si potranno utilizzare solo sacchetti biodegradabili a pagamento. Lo ha stabilito un provvedimento del Ministero dello sviluppo economico approvato la scorsa estate, che andrà a inficiare sulle tasche delle famiglie italiane fino a 4,5 euro all’anno per ogni persona.

Addio dunque agli shopper distribuiti gratuitamente per l’ortofrutta: esattamente come avviene per gli shopper monouso da spesa in vendita alle casse dei supermercati al prezzo di 10 centesimi circa, da adesso i sacchetti per frutta e verdura sono a pagamento, esclusivamente biodegradabili e compostabili per legge, nel rispetto dello standard internazionale UNI EN 13432. Il prezzo di vendita di ogni sacchetto bio non è stato fissato ma si aggira sui 2 o 3 centesimi per unità e dovrà risultare sullo scontrino come già accade per le buste della spesa.

I sacchetti in polietilene per frutta e verdura finora distribuiti gratuitamente costano infatti al supermercato poco più di 1 centesimo di euro, mentre quelli nuovi biodegradabili il doppio. Gli 0,02 o 0,03 centesimi ricavati dalla vendita coprono i costi d’acquisto, pertanto il supermercato non dovrà più accollarsi una spesa che, nel caso delle grandi distribuzioni, pesava dai 2 ai 4 milioni l’anno. Andrà invece a pesare, seppur lievemente, sulle tasche dei consumatori, infatti secondo Marco Versari, presidente di Assiobioplastiche:

Le prime rilevazioni del nostro Osservatorio presso la grande distribuzione ci indicano posizionamenti di prezzo compresi tra gli 0,01 e gli 0,03 euro a sacchetto che, in base agli attuali consumi e ai ben noti sprechi delle suddette buste, stimati in circa 9 miliardi di pezzi/anno, ossia 150 pro capite, potrebbero comportare una spesa compresa tra 1,5 euro/anno e 4,5 euro/anno a persona.

Bisognerà verificare che non si effettuino speculazioni sui prezzi ma in ogni caso si tratta di un provvedimento importante e condivisibile per la lotta all’inquinamento da plastica. Tutti i sacchetti biodegradabili e compostabili ora obbligatori per l’ortofrutta dovranno contenere il 40% di materia prima da fonte rinnovabile, percentuale che salirà al 50% nel 2020 e al 60% nel 2021.

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