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Rubavano cani di razza per rivenderli ai ristoranti coreani

Rubavano cani di razza per rivenderli ai ristoranti coreani

Fonte immagine: Pixabay

Rubavano cani di razza per rivenderli ai ristoranti di cucina nordcoreana, dove la carne dei quadrupedi è comunemente consumata: succede vicino Mosca.

Erano soliti rubare cani di razza per rivenderli a ristoranti nordcoreani, dove la carne di questi animali è considerata una prelibatezza culinaria. È questa la sconcertante scoperta fatta da un gruppo di cittadini di Stupino, nei pressi di Mosca, capaci di smascherare un vero e proprio traffico illecito. Secondo quanto riportato dalle autorità locali, il gruppo di malintenzionati avrebbe sottratto ben 25 esemplari, purtroppo finiti nelle cucine dei ristoranti.

La scoperta del crimine è avvenuto grazie a una pattuglia di cittadini, i quali si sono organizzati per monitorare le azioni di una coppia di malintenzionati, dopo aver notato dei comportamenti ambigui. In più di un’occasione, infatti, un uomo e una donna dall’aspetto asiatico sono stati notati a bordo di un’auto nera, nei pressi delle abitazioni dei cani poi scomparsi. Ed è stato proprio il riconoscimento della vettura, una Volga, a permettere alle autorità di identificare i malintenzionati.

Secondo quanto riferito da RaiNews, all’ennesimo passaggio dell’auto nera un cittadino ha allertato le autorità, inseguendo nel frattempo la vettura. La polizia è quindi riuscita a fermare la coppia, rilevando all’interno dell’abitacolo un terzo complice e un cane sottratto ai legittimi proprietari. Non è però tutto, poiché nel baule gli agenti avrebbero rinvenuto una ventina di collari, probabilmente appartenenti ai quadrupedi rubati e rivenduti nelle settimane precedenti.

Come già accennato, in Corea del Nord la carne di cane è comunemente impiegata per l’alimentazione umana, poiché considerata prodotto energetico e rinvigorente. I ristoranti di cucina nordcoreana all’estero, come appunto in Russia, non sono autorizzati alla rivendita di carne proveniente da animali domestici, tuttavia non si può escludere l’esistenza di un mercato nero, così come avvenuto in questo caso. In Asia, tuttavia, in tempi recenti è iniziato un lento ma promettente processo di rinnovamento: il Vietnam, ad esempio, ha deciso di rinunciarvi per non compromettere il proprio turismo.

Fonte: RaiNews

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