Romani: moratoria sul nucleare per fermare il referendum

Romani: moratoria sul nucleare per fermare il referendum

Romani e Berlusconi studiano l'opportunità di una moratoria di un anno sul nucleare, l'obiettivo è fermare il referendum di giugno

Non siamo soliti entrare nel dettaglio della vita politica del nostro paese, ma a volte capita di dover fare delle eccezioni importanti. Se l’attenzione di tutti i media ambientalisti (e noi fra gli altri) è stata catturata in quest’ultimo mese dalle vicende del tanto contestato Decreto Romani e dall’approssimarsi dei due referendum su acqua pubblica e nucleare, il governo sembra far di tutto perché non si possa che parlare di lui.

Dopo la tragedia del terremoto in Giappone e l’incidente a Fukushima, la popolarità del nucleare è scesa sotto i livelli di allarme. Questo ha rilanciato alla grande l’istanza referendaria, rischiando di portare “troppa” gente a votare il 12 giugno, facendo raggiungere il quorum ai tre quesiti (non dimentichiamo che anche il legittimo impedimento sarà sottoposto al voto diretto dei cittadini). Un pericolo che l’esecutivo vuole scampare assolutamente.

La svolta, allora, dovrebbe venire da una moratoria di un anno al nucleare, che permetterebbe di scavalcare il referendum – azzoppando anche gli altri quesiti. Paolo Romani sembra fare sul serio, in merito, mentre il presidente Berlusconi resta a scrutare i sondaggi per decidere il da farsi.

Il senatore del PD, Francesco Ferrante ne ha approfittato per commentare:

Comunque vada sarà un pasticcio, ma anche il funerale del nucleare. È impensabile che tra un anno, quando tutto il mondo avrà fatto un passo indietro sull’energia atomica l’Italia decida di andare avanti in perfetta solitudine.

Non ci resta che attendere il proseguo di questa strana storia.

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