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Romani: grid parity nel 2016 grazie alla riduzione degli incentivi

Romani: grid parity nel 2016 grazie alla riduzione degli incentivi

Il ministro Romani torna sulla riduzione degli incentivi e ribadisce la validità del Quarto Conto Energia, uno strumento utile per raggiungere la grid parity

Dopo le polemiche seguite all’approvazione del Quarto Conto Energia e, soprattutto, la relativa calma che ha caratterizzato il dibattito sugli incentivi alle rinnovabili negli ultimi tempi, ecco l’ultimo intervento del Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani. Si tratta di un intervista che il promotore del “famoso” Decreto Rinnovabili ha rilasciato sull’ultimo numero di Elementi, il periodico del Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

In primis, il ministro ha tenuto a ribadire che:

Se non fossimo intervenuti sul precedente sistema di incentivi, si sarebbe creata una bolla speculativa di enorme portata, con ricadute sul sistema produttivo.

Il nuovo decreto fornisce al settore una prospettiva di lungo termine, un quadro di regole e un volume di risorse che consentirà una crescita graduale fino a tutto il 2016, indicato dagli esperti come il periodo nel quale potrà essere raggiunta l’equivalenza del costo dell’elettricità fotovoltaica con quella acquistata dal sistema elettrico.

Secondo Romani, la “graduale” riduzione degli incentivi sarebbe in linea con il calo dei costi tecnologici già “registrato e atteso nei prossimi anni”. A tal fine, il governo avrebbe indirizzato i propri interventi allo scopo specifico di favorire lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie più avanzate, incentivando in tal senso la filiera produttiva italiana.

L’intervista si conclude quindi con un riferimento al geotermico. Alla domanda circa l’atteggiamento che il Governo ha intenzione di tenere rispetto a questa particolare fonte rinnovabile e, di conseguenza, all’entità degli eventuali incentivi, il Ministro ha risposto:

Recenti studi attribuiscono alla geotermia un ampio potenziale non ancora sfruttato, accessibile con nuove tecniche di ricerca, esplorazione e asportazione del calore.

Noi ci siamo mossi in anticipo, stanziando risorse a hoc nell’ambito del Programma Operativo Fonti Rinnovabili e Risparmio Energetico per fare un’analisi del potenziale del nostro territorio e per studi di fattibilità di nuovi impianti. In più, con il decreto legislativo 28 del 2011, abbiamo avviato la sperimentazione di impianti pilota a emissioni nulle.

Anche le applicazioni della geotermia più tradizionali, siano esse finalizzate alla produzione di energia elettrica o allo sfruttamento del calore, trovano adeguata incentivazione nell’ambito degli strumenti esistenti.

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