Rolls-Royce punta sul mini-nucleare

Rolls-Royce punta sul mini-nucleare

Fonte immagine: BBC

Rolls Royce presenta le sue mini-centrali nucleari, da lanciare nel Regno Unito entro il 2029: saranno prodotte in serie.

Nonostante la recente ascesa delle fonti rinnovabili, con sempre più centrali pronte a convertirsi al solare e all’eolico, non tutti rinunciano all’energia nucleare. Rolls-Royce ha infatti annunciato un progetto per la realizzazione di mini impianti nucleari nel Regno Unito, da rendere operativi entro il 2029.

A confermarlo è BBC, nel sottolineare come il progetto del produttore britannico sia decisamente ambizioso. L’obiettivo è quello di costruire delle centrali di piccole dimensioni, dall’alta efficienza e dai ridotti rischi, capaci di alimentare singole città e dalla potenza ridotta. Per farlo, l’azienda si è già organizzata in un consorzio per l’implementazione degli Small Modular Reactor (SMRs) – così sono chiamate queste centrali – in alcune aree chiave come in Cumbria e nel Galles. Entro il 2029, si potrebbero avere dalle 10 alle 15 mini-centrali attive nel Regno Unito.

Ogni singola centrale può occupare uno spazio di 1.5 acri, circa un sedicesimo rispetto a un più classico impianto nucleare. In linea teorica, di conseguenza, ogni città potrebbe adottare la propria centrale, dalla potenza variabile di qualche centinaia di MW. I costi di produzione, a detta di BBC, potrebbero inoltre essere particolarmente ridotti: queste centrali vedono una struttura modulare che può essere realizzata in serie, quindi trasportata con comuni camion nel sito di destinazione. Così ha spiegato Paul Stein, Chief Technology Officer di Rolls-Royce:

L’obiettivo è prefabbricare le parti, tramite l’uso di avanzati metodi digitali di saldatura e un assemblaggio robotico. Dopodiché, le componenti sono spedite sul sito prescelto e vengono montate insieme.

Sull’opportunità di continuare con il nucleare, però, nel Regno Unito non vi è accordo. I gruppi ambientalisti sostengono sia troppo pericoloso, mentre altri sottolineano come anche il nucleare sia necessario per rinunciare alle fonti fossili, allo scopo di raggiungere un livello di emissioni zero entro il 2050.

Paul Dorfman, docente dell’University College di Londra, non sembra però convinto che il metodo scelto da Rolls-Royce possa effettivamente ridurre i costi. Prefabbricare le parti in serie è un processo che può imbattersi in numerosi ostacoli, come ad esempio difetti di produzione che si propagano per tutta la linea, e ciò fa lievitare l’esborso:

È molto più economico costruire una unità da 1.2 GW che una dozzina da 100 MW.

Fonte: BBC

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