Ritiro gratutito dei RAEE, Greenpeace denuncia

Ritiro gratutito dei RAEE, Greenpeace denuncia

Sono troppi i negozianti che disattendono la normativa del ritiro uno-contro-uno. Obbligati per legge a farsi carico gratuitamente dell’apparecchiatura elettrica o elettronica usata (RAEE) del cliente al momento dell’acquisto di un bene equivalente, i rivenditori tendono per lo più a evadere le regole. A circa un mese dalla partenza effettiva del “decreto Semplificazioni” (D. M. […]

Sono troppi i negozianti che disattendono la normativa del ritiro uno-contro-uno.

Obbligati per legge a farsi carico gratuitamente dell’apparecchiatura elettrica o elettronica usata (RAEE) del cliente al momento dell’acquisto di un bene equivalente, i rivenditori tendono per lo più a evadere le regole.

A circa un mese dalla partenza effettiva del “decreto Semplificazioni” (D. M. 65/2010) Greenpeace ha constatato la sua mancata applicazione in un’inchiesta svolta sul campo e documentata in video.

A farne le spese è il consumatore che si trova a volte a pagare sia l’eco-contributo previsto nel prezzo di vendita che il costo di smaltimento dell’apparecchio dismesso, oppure a vedersi negato il ritiro dell’apparecchio da dismettere.

Ma più in generale è il sistema della gestione dei rifiuti RAEE che in Italia non funziona come dovrebbe. L’obbiettivo di raccolta stabilito dall’Unione europea (4 Kg per abitante) non è stato ancora raggiunto e

gran parte delle apparecchiature elettroniche prende ancora la strada dello smaltimento in discarica, o presso inceneritori o, addirittura, dell’esportazione illegale nei Paesi in via di sviluppo

A fronte della situazione Greenpeace minaccia un esposto alle autorità chiedendo espressamente al Ministero dell’Ambiente di verificare il rispetto delle leggi emanate a tutela dell’ambiente e dei consumatori.

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