Riscaldamento a pavimento: vantaggi, costi, tipologie

Riscaldamento a pavimento: vantaggi, costi, tipologie

Fonte immagine: Tiero via iStock

Il riscaldamento a terra è un impianto sempre più apprezzato a livello di edilizia: ecco i vantaggi, i costi e le tipologie principali.

Tra le tendenze più in voga per l’edilizia abitativa, il riscaldamento a pavimento è certamente uno dei trend più apprezzati. Questa tecnica, infatti, non solo permette di recuperare spazio all’interno dell’abitazione in sostituzione dei ben più classici termosifoni, ma garantisce anche un calore uniforme e di lunga persistenza, utile anche per calmierare i consumi. Ma quali sono i vantaggi, quali i costi e quali le tipologie?

Di seguito, qualche informazione utile sul riscaldamento a pavimento, nonché alcuni dettagli per operare una scelta commisurata alle proprie esigenze. Naturalmente, data anche la natura complessa dell’impianto, bisognerà sempre affidarsi a professionisti di settore. Le descrizioni di seguito riportate, pertanto, hanno un carattere unicamente illustrativo.

Riscaldamento a pavimento: cosa è, vantaggi

Termometro

In linea generale, si può definire il riscaldamento a pavimento come un sistema di tubature poste all’interno delle mattonelle della pavimentazione, quindi a un livello inferiore rispetto alle classiche piastrelle o alle coperture in legno. La tecnica ha origini molto antiche, tanto che sistemi rudimentali venivano impiegati già ai tempi dei romani, tuttavia questa proposta è stata perfezionata e resa del tutto sicura nella seconda metà del 1900.

Il riscaldamento a pavimento prevede una disposizione dei tubi a serpentina, tenuti in posizione da speciali pannelli in polietilene espanso, in cui viene fatta scorrere dell’acqua a diverse temperature. Questo sistema non è infatti solo impiegato per riscaldare gli ambienti durante la stagione più fredda, ma anche per raffreddarli in quella più calda, grazie all’impiego di termostati di ultima generazione. Il percorso della serpentina può essere collegato all’apparecchiatura per la produzione di acqua calda di propria preferenza, dalla classica caldaia a metano ai pannelli solari termici, nonché molto altro ancora.

Il principale vantaggio di questa tipologia di riscaldamento è la diffusione del calore in modo uniforme all’interno delle stanze, poiché l’irradiazione procede dal basso verso l’alto, garantendo quindi il medesimo tepore in tutte le zone dell’ambiente. Ancora, si tratta di un sistema a ridotto consumo energetico – e quindi maggiormente amico dell’ambiente – poiché bastano temperature dell’acqua di circa 40 gradi per ottenere un clima più che piacevole.

Oltre al recupero di spazi altrimenti occupati dai termosifoni, il riscaldamento a pavimento è ideale anche per la qualità dell’aria all’interno della casa, soprattutto in presenza di soggetti allergici. A differenza di altre fonti di calore, infatti, non diffonde nell’ambiente polveri né elementi tossici dovuti all’aumento di temperatura di verniciature e affini. Consente quindi di impiegare l’apparecchiatura energetica di proprio gradimento, così come poc’anzi accennato, così come anche di ridurre l’umidità all’interno della casa.

In generale, tutte le nuove abitazioni possono essere predisposte al riscaldamento a pavimento, così come anche le ristrutturazioni, purché vengano verificati alcuni fattori. Innanzitutto, la qualità della stessa pavimentazione e la possibilità di posa delle tubature, spesso difficile per appartamenti datati. Ancora, il tasso di dispersione del calore della casa stessa, poiché in ambienti non sufficientemente isolati a livello termico gli effetti potrebbero essere inferiori rispetto a quelli sperati.

Costi e tipologie

Bollette

L’implementazione di un sistema di riscaldamento a pavimento richiede un investimento iniziale importante, che varia ovviamente a seconda della qualità dei materiali scelti, all’ampiezza delle stanze da coprire e molto altro ancora. Questo investimento, tuttavia, tende a essere ammortizzato con grande facilità nel tempo, soprattutto sul fronte della riduzione dei consumi e del conseguente risparmio in bolletta. In genere, i costi possono essere anche del 50-60% più elevati rispetto alla posa dei classici termosifoni, mentre i prezzi sono calcolati al metro quadro: la forbice è molto alta, all’incirca dai 30 ai 150 euro al metro quadro, proprio per i vari fattori poc’anzi elencati.

Non è semplice definire un gruppo esatto di tipologie per il riscaldamento a pavimento, poiché ogni azienda tende a sviluppare soluzioni proprietarie, a seguito di un lungo percorso di ricerca, allo scopo di fornire al consumatore delle tecniche sempre più efficienti dal punto di vista termico e poco fameliche su quello dei consumi. In linea esemplificativa, le più costose tipologie sono quelle con pannelli riflettenti, che permettono di direzionare in modo estremamente efficiente il calore verso l’alto. I più comuni sono invece a pannelli preformati, con una struttura praticamente a grigia in polietilene esparto, per adagiare i tubi secondo le proprie esigenze. Il sistema capillare, invece, impiega tubature di diametro molto ridotto, ma decisamente utili per piccole stanze o ambienti dalle forme irregolari.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Bollino etico, la prima passata di pomodoro certificata No Cap