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Ripartitori di calore: ecco perché è il momento di sostituirli

Ripartitori di calore: ecco perché è il momento di sostituirli

Fonte immagine: Ufficio stampa Qundis

Antonello Guzzetti, Country Manager di Qundis in Italia, spiega perché l'installazione di nuovi ripartitori di calore è essenziale per la propria casa.

Che la pandemia abbia bloccato la maggior parte dei business è fuor di dubbio e così è stato anche per il settore delle installazioni. Marzo e aprile sono stati mesi in cui le uniche attività possibili sono state quelle emergenziali, con buona parte delle produzioni mondiali ferma ed uno stop improvviso che ha riguardato qualsiasi settore, anche quello termoidraulico. Ne abbiamo parlato con Antonello Guzzetti, Country Manager di Qundis in Italia, che ha cercato di tranquillizzarci con un cauto ottimismo sul prossimo futuro.

“A partire da maggio – ha affermato il manager – si è iniziato ad assistere ad un timido cambio di tendenza, con una cauta ripartenza del mercato legato alle nuove costruzioni, principalmente nelle grandi città, nelle quali si è iniziato a pianificare nuovi interventi di installazione di contatori di calore e acqua e non solo mettere in atto ciò che era stato precedentemente programmato.”

Gli interventi sulle nuove costruzioni, quindi, stanno lentamente ripartendo; eppure è proprio il mercato delle vecchie costruzioni e quello del cosiddetto “replacement” quello che potrebbe dare in questo momento linfa vitale al settore.

“Dopo i duri mesi di lockdown – prosegue Guzzetti – il mercato installativo delle vecchie costruzioni ha necessità di ripartire con le attività ordinarie. Quella che più di altre sta mostrando una crescita di interesse in questo periodo è la sostituzione dei ripartitori di calore, complice anche il recente recepimento della direttiva EED sull’efficienza energetica.”

Tra il 2005 ed il 2010, infatti, ha iniziato ad essere recepita quella campagna di sensibilizzazione che da anni promuoveva l’importanza dell’efficienza energetica, soprattutto in ambito residenziale. È così che si è registrato un importante tasso di installazioni di contabilizzatori di calore unita all’installazione di valvole termostatiche. Ciò ha permesso di trasformare impianti centralizzati di vecchia concezione in sistemi funzionali, incrementando il risparmio energetico dell’abitazione attraverso la gestione del calore e la contabilizzazione delle spese di riscaldamento.

“Chi ha installato dieci anni fa i ripartitori di calore ha già potuto riscontrarne gli effetti benefici in bolletta, ma è chiamato a ricordare che questi dispositivi hanno una vita naturale di 10 anni, dopo questo periodo è necessario sostituirli. Ed è importante che gli amministratori di condominio non sottovalutino tale termine.”

Si tratta, tra l’altro, del momento adatto per procedere a questo tipo di attività in vista della possibilità di convertire i propri impianti alla versione AMR (Automatic Meter Reading), ossia dando loro la possibilità di trasmettere in remoto i valori di consumo rilevati nella propria abitazione.

“In questo modo si darà l’opportunità ai vari utenti di disporre di informazioni precise e puntuali, in modo da poter modificare i propri comportamenti, atti ad ottenere ulteriori risparmi e a mantenere un comportamento rispettoso ai fini di un minor inquinamento ambientale. Non solo, questo tipo di intervento è essenziale anche per essere pronti al rispetto della nuova normativa EED 2018/2002 che il Consiglio dei Ministri ha approvato in data 7 luglio.”

“È essenziale sostituire i ripartitori di calore allo scadere del loro decimo anno di vita per un duplice motivo – conclude Guzzetti – Da un lato per godere della possibilità di installare un dispositivo di ultima generazione dotato di trasmissione radio con la garanzia di rilevazioni sempre più performanti; dall’altro per un discorso di correttezza nei confronti della propria comunità, poiché, anche se solo una parte marginale dei ripartitori installati in uno stabile smettesse di funzionare, l’intero condominio cadrebbe vittima di una ripartizione dei costi non corretta.”

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