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Rinoceronti: il bracconaggio li farà scomparire in Botswana entro il 2021

Rinoceronti: il bracconaggio li farà scomparire in Botswana entro il 2021

Fonte immagine: Pexels

In rapida crescita il numero di rinoceronti uccisi dai bracconieri in Botswana: a questi ritmi, il Paese potrebbe perdere l'intera popolazione nel 2021.

I rinoceronti potrebbero scomparire dal Botswana entro il 2021, se non si prenderanno misure serie di contrasto al drammatico fenomeno del bracconaggio. È quanto si evince dall’ultimo report fornito dal governo del Paese africano, pronto a sottolineare come negli ultimi mesi vi sia stato un repentino incremento nell’uccisione di questi animali.

Il Botswana ospita all’incirca 400 rinoceronti, così come conferma l’organizzazione Rhino Conservation Botswana, perlopiù concentrati attorno al delta dell’Okavango, dove questi animali possono approfittare di una fitta vegetazione di cui nutrirsi. Dallo scorso aprile, tuttavia, sono stati almeno 9 gli esemplari uccisi dai cacciatori di frodo, un ritmo che potrebbe portare alla loro scomparsa nella nazione entro il 2021. Questo soprattutto perché le azioni dei bracconieri si sono intensificate, tanto che gli ultimi due casi sono avvenuti a soli cinque giorni di distanza l’uno dall’altro.

Mmadi Reuben, coordinatore del dipartimento di tutela della fauna selvatica, ha così commentato il drammatico aumento.

Stiamo perdendo almeno un rinoceronte al mese a causa del bracconaggio. Se il bracconaggio stesso continuerà a questi ritmi, non vi saranno più rinoceronti in Botswana entro uno o due anni, in particolare fra i rinoceronti neri.

Nonostante il Botswana possa contare di leggi molto restrittive in merito alla protezione della sua fauna selvatica – tanto che la normativa vigente consente anche di sparare ai bracconieri – il territorio tipico del delta dell’Okavango limita le capacità di intervento delle autorità. I cacciatori di frodo hanno imparato a sfruttare a loro vantaggio le grande distese di vegetazione e di acqua che caratterizzano la zona, diventando dei veri campioni di mimetizzazione, tanto da sfuggire alle ricognizioni da ranger e agenti.

I rinoceronti vengono uccisi per il loro corno, considerato molto pregiato sul mercato asiatico: un chilo può arrivare a costare ben 55.000 euro e gli acquirenti lo usano sia per la creazione di monili che per realizzare rimedi terapeutici all’interno della medicina tradizionale cinese. Come facile intuire, il corno non ha tuttavia alcuna proprietà utile per l’organismo umano, essendo composto perlopiù di cheratina.

Fonte: Phys.org

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