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Rinnovabili e autoconsumo, Zanchini: Italia anticipi la Direttiva UE

Rinnovabili e autoconsumo, Zanchini: Italia anticipi la Direttiva UE

Fonte immagine: Shutterstock

Anticipare la ricezione della Direttiva UE su rinnovabili e autoconsumo, l'invito all'Italia di Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente.

Tenere alto il livello di attenzione su rinnovabili e autoconsumo anche prima della discussione sulla nuova Direttiva UE. Questo il messaggio inviato da Legambiente attraverso il suo vicepresidente, Edoardo Zanchini. Al centro della discussione, in Italia come in sede europea, la regolamentazione dei sistemi che vedono nel produttore dell’energia anche il suo utilizzatore, sia esso singolo (“self-consumers” o “prosumer”, i cosiddetti produttori/consumatori) e riunito in comunità locali (“renewable energy communities”).

Mentre in Europa si discute in merito alla nuova direttiva, presso la Commissione Industria del Senato è iniziato un ciclo di audizioni, voluto dal presidente di commissione Gianni Girotto, riguardanti il sostegno alla “generazione, accumulo e autoconsumo” da fonti rinnovabili. Legambiente ha chiesto in tale sede di anticipare il recepimento della nuova Direttiva UE sulle energie verdi (non usufruendo quindi dei due anni di tempo concessi dalle leggi comunitarie), soprattutto per quanto concerne gli articoli 21 e 22 (inerenti diritti e regole), così da aprire subito a possibilità altrimenti precluse ai cittadini. Lo stesso Zanchini porta alcuni esempi:

Negli edifici aprire all’installazione di impianti solari che possano distribuire direttamente l’energia elettrica prodotta alle utenze condominiali, residenziali e non residenziali presenti all’interno della struttura, attraverso reti private. Allo stesso modo consentire lo scambio di energia elettrica prodotta da impianti da fonti rinnovabili e in cogenerazione ad alto rendimento, all’interno di distretti produttivi e aree agricole.

Nella Direttiva UE vengono anche regolamentate le “Comunità energetiche rinnovabili“, che potrebbero rappresentare un modello in grado, spiega il vicepresidente di Legambiente, di rilanciare l’impegno italiano sul fronte delle rinnovabili. L’ipotesi è di promuoverle in tempi rapidi a partire da quelle località dove il Comune è disposto a guidare le aggregazioni di utenti/soci, che potranno essere sia singoli cittadini che imprese. Come ha concluso Zanchini:

La proposta di Legambiente vuole fare in modo che la discussione che si dovrà aprire sulla Direttiva – e le tante innovazioni contenute nei 36 Articoli – diventi l’occasione per aprire un confronto ampio, approfondito e capace di affrontare le tante questioni aperte (ad esempio gli oneri di sistema), mentre in parallelo si cominciano a muovere interventi che permettono al nostro Paese di trarre vantaggi da una prospettiva che può produrre significativi benefici ambientali e economici.

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