Rinnovabili, De Vincenti: da Governo miglior decreto possibile

Rinnovabili, De Vincenti: da Governo miglior decreto possibile

Incentivi rinnovabili, doccia fredda dal Governo: per il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti i decreti non si toccano.

Le speranze che il Governo Monti modifichi i due nuovi decreti sulle rinnovabili, cioè quello sul Quinto Conto Energia e quello sulle rinnovabili elettriche escluso il fotovoltaico, si riducono al lumicino. Se ieri il ministro dell’Ambiente Corrado Clini aveva affermato che dalle associazioni di categoria delle rinnovabili non sono arrivati contributi concreti che possano essere incorporati nei decreti, ora tocca al sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, gelare le speranze.

Sempre ieri, durante la presentazione dei risultati del progetto “Energia: diritti a viva voce”, De Vincenti ha affermato che il testo del Decreto Rinnovabili è il migliore possibile, anche se il Governo è disposto ad accogliere “critiche intelligenti” da parte della Conferenza Stato-Regioni.

Facendo due più due, sembrerebbe che le richieste delle associazioni di categoria delle rinnovabili non siano sembrate abbastanza intelligenti al Governo. Secondo De Vincenti, infatti:

I decreti sono finalizzati a sviluppare le energie rinnovabili nell’unico modo possibile, rendendole economicamente sostenibili. Non si possono continuare ad avere incentivi non coerenti con i costi di produzione, altrimenti si creano delle rendite, che sono economicamente insostenibili.

Risulta però difficile capire come il Governo possa considerare, giusto per fare un esempio, non abbastanza intelligente ripristinare il bonus amianto che ha portato alla bonifica di 12,7 milioni di metri quadrati di tetti in eternit in pochi mesi. Dopo decenni, non anni, di inerzia totale.

Difficile anche capire come possa un imprenditore, e persino un normale cittadino italiano, affrontare le spese e il mare di burocrazia che lo separano dalla costruzione di un impianto fotovoltaico, grande o piccolo che sia, con gli incentivi che cambiano ogni 6/12 mesi.

Ma la cosa realmente difficile da capire è come non si riesca a considerare intelligente la richiesta di stabilità che viene da chi tiene in piedi un settore, quello delle rinnovabili, che offre lavoro, reddito, gettito fiscale e ricadute positive sul territorio.

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