Rimini, divieto di balneazione per Escherichia coli

Rimini, divieto di balneazione per Escherichia coli

Fonte immagine: iStock

Polemiche intorno al divieto di balneazione in diversi punti del litorale di Rimini, colpiti anche alcuni tratti delle spiagge di Cattolica e Riccione.

Divieto di balneazione a Rimini a causa del rischio Escherichia coli. Diversi i punti vietati dal Comune romagnolo, ma anche in alcuni tratti nei pressi di Cattolica e Riccione. Lo stop è arrivato in seguito alle analisi, già programmate in base a un calendario specifico, compiute dall’Arpae; sulla base dei risultati ottenuti la sindaca Renata Tosi ha approvato l’ordinanza di stop alla balneazione in 13 tratti del litorale.

L’ipotesi è che l’incremento della presenza di Escherichia coli ed enterococchi sia legato all’apertura straordinaria degli scarichi fognari in mare dovuta alle forti piogge che si sono abbattute sull’Emilia Romagna nel fine settimana. Interessata dal blocco la zona da Miramare fino al porto, in sostanza circa la metà del litorale di Rimini. Sul piede di guerra i bagnini riminesi, che a questo proposito hanno espresso perplessità in merito alle stesse modalità di analisi delle acque. Come ha sostenuto Mauro Vanni, presidente della cooperativa bagnini di Rimini sud:

Hanno fatto i prelievi di campionamento lunedì quando c’era il divieto di balneazione dopo le forti piogge di domenica. Oggi abbiamo un’acqua trasparente e pulitissima, si vedono pesci e granchi, eppure dalle 13 è scattato il divieto di fare il bagno. I bagnini sono arrabbiatissimi. I prelievi avrebbero dovuti farli prima di domenica, visto che il maltempo era ampiamente annunciato.

Non si è fatta attendere la replica da parte del Comune di Rimini, che ha annunciato inoltre nuove analisi già svolte e che potrebbero portare, in base ai risultati ottenuti, alla revoca del divieto già nella giornata di domani. Pur ribadendo che “le date dei prelievi di controllo sono stabilite in inverno, prima dell’inizio della stagione e vengono effettuati a prescindere dalle condizioni meteo”, lo stesso ente locale ha specificato:

Il divieto temporaneo con parametri difformi per consentire la balneazione non è dovuto ad aperture di impianti di sollevamento o a problematiche di rete tali da giustificare simile divieto. A tal proposito si aprirà un confronto con Ausl e Arpae per fare chiarezza.

Fogliano Marina, secondo la classificazione della Regione, gode di un’acqua eccellente. Nel fine settimana, caratterizzato da violenti temporali, non sono inoltre stati aperti l’impianto del depuratore, né gli impianti di sollevamento Casella e di via Castrocarto che avrebbero potuto produrre valori difformi per la balneazione nel rio Marano.

Nel frattempo proteste arrivano anche da Riccione, con i bagnini pronti alla richiesta di risarcimento danni in caso venisse appurato che l’inquinamento ambientale e i disagi patiti siano da imputare unicamente alle difficoltà riminesi. Ha dichiarato Diego Casadei, presidente della cooperativa bagnini di Riccione e degli operatori di spiaggia provinciali di Oasi Confartigianato:

Se fosse confermato quel che al momento risulta in via ufficiosa, cioè che a Riccione non è stato aperto niente, e che tutto è arrivato dagli scarichi di Rimini, siamo pronti ad avviare un’azione legale con richiesta di danni, materiali e di immagine. Valuteremo se nei confronti del Comune di Rimini, di Hera che si occupa degli sforatori o di Arpae.

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