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Rifiuti italiani in Polonia: 45 tonnellate di plastica nell’ambiente

Rifiuti italiani in Polonia: 45 tonnellate di plastica nell’ambiente

Fonte immagine: Greenpeace Italia

Rifiuti di plastica italiani abbandonati in Polonia nei pressi di un distributore di benzina dismesso vicino Gliwice: le immagini di Greenpeace.

Rifiuti italiani in plastica nel sud della Polonia. Questo è quanto scoperto dall’Unità Investigativa di Greenpeace Italia, che ha portato alla luce una discarica improvvisata nella quale risultano circa 45 tonnellate di immondizia non correttamente smaltita. Anziché essere condotti al riciclo, questi materiali risultano abbandonati a ridosso di un distributore di benzina dismesso intorno Gliwice. Almeno 50 le “balle” provenienti dall’Italia, mentre ne figurano anche appartenenti ad altri Paesi.

Dalle immagini diffuse da Greenpeace Italia si notano anche etichette ben leggibili e indicanti prodotti italiani. Tra questi rifiuti in plastica anche elementi appartenenti alla ditta Di Gennaio S.p.A. (Centro di Selezione – CSS), denuncia l’associazione, che opera nella filiera COREPLA. Proprio una spedizione effettuata dalla Di Gennaro (tramite intermediario AGF Umbria) si trova al centro, proseguono gli attivisti, di un contenzioso da Italia e Polonia.

Secondo quanto riferito da Greenpeace Italia ad aprire la discussione con le autorità italiane sarebbe stato l’Ispettorato generale per la protezione ambientale polacco (GIOS), che attraverso un dossier ha contestato diverse anomalie nella spedizione, dallo scarico rifiuti in località non corrispondente a quella indicata nei documenti fino a errori nel CER (Codice Europeo del Rifiuto). Ha dichiarato Giuseppe Ungherese, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace Italia, a proposito delle immagini scattate a Gliwice:

Ciò che abbiamo documentato in Polonia è inaccettabile e vanifica gli sforzi quotidiani di migliaia di cittadini nel separare e differenziare correttamente i rifiuti in plastica. Questo caso conferma ancora una volta che il sistema non riesce a gestire in modo appropriato l’enorme quantità di rifiuti in plastica. Riciclare non è la soluzione, è necessario ridurre subito la produzione a partire dalla frazione spesso di difficile riciclo, rappresentata dall’usa e getta.

Fonte: Greenpeace Italia

Le immagini di Greenpeace riaprono indirettamente un contenzioso tra Polonia e Italia. Due le lettere inviate dal GIOS (luglio e novembre 2018) allo UOD Autorizzazioni Ambientali e Rifiuti di Napoli, nelle quali si evidenziava “prova del movimento transfrontaliero illegale di rifiuti dall’Italia alla Polonia”. Accuse negate dalle autorità campane, che a dicembre 2018 hanno risposto negando “che ci sia alcuna prova ufficiale che la spedizione è stata eseguita illegalmente e che i rifiuti siano stati scaricati al di fuori dell’impianto di recupero”. Dichiarazioni in linea con quelle rilasciate da AGF Umbria e Di Gennaro S.p.A. a Greenpeace Italia.

Ha riferito Roberto Pennisi, Sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia:

Sulla carta è previsto che chi produce un rifiuto debba anche avere comunicazione di come sia stato smaltito, e questo avviene sempre stando ai documenti, ma un controllo di tutte queste fasi non sempre c’è.

Controlli sul campo potrebbero fornire un aiuto importante, ha concluso Ungherese, nel dirimere la questione:

Un controllo sul campo, come quello fatto da Greenpeace e non solo a livello di documenti, può rivelare dettagli importanti che potrebbe aiutare a risolvere questa disputa internazionale e recuperare, in modo corretto, rifiuti che oggi invece giacciono abbandonati nell’ambiente.

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