Rifiuti a Roma: rischio emergenza secondo l’Ordine dei Medici

Rifiuti a Roma: rischio emergenza secondo l’Ordine dei Medici

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Rischio emergenza sanitaria legata al caos rifiuti a Roma secondo l'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri, che chiedono un rapido intervento.

Caos a Roma sul fronte rifiuti dopo la dimissione del CDA di AMA. Ad agitare ancora di più le acque l’intervento della sezione provinciale dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Omceo), che ha lanciato l’allerta per una nuova possibile emergenza sanitaria. Un situazione che dovrà fronteggiare Stefano Zaghis, nuovo amministratore unico dell’azienda, nominato da Virginia Raggi in sostituzione del dimissionario consiglio d’amministrazione.

Nel suo primo giorno alla guida di AMA Stefano Zaghis ha incontrato l’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti e il direttore generale Franco Giampaoletti. In agenda la valutazione del bilancio l’ordinanza regionale, che obbliga l’apertura di tutti i siti del Lazio a supporto di una rapida pulizia di Roma Capitale dai rifiuti. Temono però possibili ripercussioni sulla salute Antonio Magi e Pierluigi Bartoletti, rispettivamente presidente e vicepresidente Omceo, che in una nota congiunta hanno dichiarato:

A Roma si rischia l’emergenza sanitaria per i rifiuti. Occorre evitare che in breve tempo si creino nella Capitale d’Italia cumuli di immondizia in ogni strada, nei pressi di scuole, ospedali, luoghi pubblici e che un simile degrado diventi attrattivo per gli animali. Non c’è tempo da perdere.

Il caos in cui versa l’AMA con le ennesime dimissioni dell’ennesimo Consiglio d’Amministrazione e la nomina di un nuovo responsabile preoccupa l’Ordine dei medici di Roma e provincia che continua a monitorare costantemente la situazione. La raccolta dei rifiuti nella Capitale d’Italia si regge, e male, su un fragilissimo equilibrio basato principalmente sulla buona volontà delle Regioni vicine ad accogliere, seppur a caro prezzo, i nostri residui. Non c’è spazio dunque per improvvisi blackout del ciclo di raccolta e smaltimento.

La Lega torna all’attacco della sindaca di Roma Virginia Raggi, mentre interviene nel dibattito anche l’ex primo cittadino capitolino Ignazio Marino:

Esprimo il mio pensiero non per partecipare al dibattito politico, bensì per esprimere ancora una volta la frustrazione di vedere cancellato il piano e gli investimenti per una serie di impianti che stabilimmo nel 2014-2015 e che, se non fossero stati cancellati, oggi utilizzerebbero una parte significativa delle 500.000 tonnellate/anno di rifiuti umidi della Capitale per produrre gas. Quegli impianti, chiamati biodigestori, avrebbero trasformato i rifiuti in ricchezza.

Tra l’altro, come già scrissi, non si tratta di un’idea originale, ma di una tecnologia utilizzata in circa 80 Paesi del mondo, dall’Asia, all’Europa, agli Stati Uniti. Ad esempio solo la California ha 30 impianti di questo tipo, lo Stato di New York 13, e gli Stati Uniti nel loro insieme trasformano in biogas oltre 10.000 tonnellate/anno di rifiuti umidi. Inoltre esistono alcuni inceneritori di proprietà di Acea Gruppo (quindi inceneritori esistenti, non nuovi inceneritori), l’azienda di cui Roma Capitale detiene la maggioranza delle azioni, che potrebbero essere sottoposti a un rapido ammodernamento e permetterebbero di smaltire gran parte dei rifiuti che vengono inviati ad altre Regioni.

Fonte: Rainews

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