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Riciclo plastica non basta, Greenpeace: anche Nestlé lo ammette

Riciclo plastica non basta, Greenpeace: anche Nestlé lo ammette

Fonte immagine: Pixabay

Nestlé riconosce che il riciclo della plastica non basta a salvare il mare, a sostenerlo Greenpeace in una nota.

Sostenere il riciclo della plastica non basta a salvare il mare. Un’idea sposata anche da Nestlé, come sottolinea una nota diffusa da Greenpeace e che riprende proprio i nuovo piani strategici della multinazionale. Secondo quando affermato dall’associazione ambientalista l’azienda avrebbe inserito diverse azioni per ridurre a monte l’impatto dei prodotti alimentari sul Pianeta.

Nestlé ha intrapreso alcune azioni specifiche per ridurre a monte il volume di rifiuti in plastica, così da sostenere l’attività di riciclo dei materiali nell’evitare l’inquinamento del mare. Tra le disposizioni già in atto quelle di “rendere riutilizzabili o riciclabili tutti gli imballaggi immessi al consumo entro il 2025 e incrementare il ricorso a materiali alternativi come la carta monouso”. Come ha dichiarato Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia:

Finalmente Nestlé riconosce pubblicamente la gravità dell’inquinamento da plastica, ammettendo che il riciclo da solo non può essere la soluzione e dichiarando di voler eliminare gli imballaggi non riciclabili. Tuttavia, sostituire la plastica con materiali che possono avere impatti ambientali non meno rilevanti, come la carta, è una falsa soluzione.

Nestlé deve scegliere soluzioni innovative lontane dal modello usa e getta, adottando sistemi basati sullo sfuso e sul riutilizzo degli imballaggi, anziché ricorrere a materiali alternativi che potrebbero provocare ulteriori disastri ambientali come la deforestazione.

Greenpeace già nei mesi scorsi ha lanciato una petizione (no-plastica.greenpeace.it) per chiedere ai grandi marchi, tra cui la stessa Nestlé, ma anche Coca-Cola, Pepsi, Danone, Ferrero, Unilever, San Benedetto, Procter & Gamble e Mars di “assumersi le proprie responsabilità, partendo dalla riduzione di contenitori e imballaggi in plastica monouso immessi sul mercato”.

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