Ricercatori russi cloneranno animali estinti

Ricercatori russi cloneranno animali estinti

Fonte immagine: AuntSpray via Shutterstock

Un gruppo di ricercatori russi vuole riportare in vita animali ormai estinti, tramite un processo di clonazione e tecnologie molto avanzate.

Riportare in vita animali estinti, grazie a sofisticate tecniche di clonazione. Può sembrare la trama di un film hollywoodiano, sulla falsariga dell’acclamata saga di Jurassic Park, in realtà si tratta di un progetto in via di definizione da parte di alcuni ricercatori russi. A quanto sembra, l’iniziativa sarebbe in fase di progettazione da parte della Northern-Eastern Federal University (NEFU), in collaborazione con alcuni dei massimi esperti di clonazione provenienti dalla Corea del Sud.

Al vaglio vi sarebbe l’apertura di un polo scientifico di ultima generazione presso la Repubblica di Sacha, dove le singolari condizioni atmosferiche hanno permesso di conservare intatti i resti di animali vissuti milioni di anni fa. Ad esempio, l’80% dei campioni di tessuto molle, necessari per i processi di clonazione, del Pleistocene e dell’Olocene provengono proprio da questa regione. Il laboratorio potrebbe essere inoltre dotato di speciali aree sotterranee, dove le bassissime temperature dovrebbero garantire una perfetta conservazione dei materiali organici oggetto di studio.

Con la collaborazione della coreana SOOAM Biotech Research Foundation, l’obiettivo è quello di riportare in vita alcune specie affini a quelle esistenti, come il mammut lanoso, il leone delle caverne, rinoceronti ormai scomparsi e molto altro ancora. Il tutto estraendo il codice genetico dai resti, per poi fecondare ovuli di specie affini, quali ad esempio gli elefanti.

Il progetto verrà presentato al prossimo Eastern Economic Forum, in arrivo a metà settembre, e dovrebbe costare poco meno di 6 milioni di dollari. Al momento, non vi sono certezze sulla riuscita dell’iniziativa: per quanto i ricercatori dispongano di moltissime parti di animali risalenti a milioni di anni fa, non è dato sapere se il DNA sia rimasto sufficientemente intatto per una clonazione efficace. Non resta che attendere, di conseguenza, i primi sviluppi di questo proposito scientifico.

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