Residuo fisso acqua: cos’è e perché fa male se è alto

Residuo fisso acqua: cos’è e perché fa male se è alto

Fonte immagine: Pixabay

A cosa corrisponde il residuo fisso segnalato nell’etichetta delle bottiglie d’acqua e in che modo il contenuto di sali minerali può influire sulla salute.

Ogni bottiglia d’acqua in commercio deve riportare sull’etichetta una serie di valori e indicazioni che ne chiariscono tipologia e contenuto, elencando tutti i componenti. Tra questi compare il residuo fisso, spesso indicato con la sigla TDS – traducibile in inglese come “Total dissolved solids” – un parametro che può essere definito come l’insieme delle sostanze solide disciolte all’interno dell’acqua dolce.

Il residuo fisso, infatti, corrisponde al contenuto di sali minerali disciolti dopo l’evaporazione di un litro d’acqua a 180 gradi, facendo riferimento a sostanze effettivamente esistenti in natura che di per sé non sono pericolose per la salute. Il residuo fisso è anche un valore usato per classificare le acque potabili e le acque minerali.

Come si misura

Acqua in bottiglia

Il residuo fisso viene espresso in milligrammi al litro (mg/L) e più questo valore è elevato più è elevata la quantità di sali presenti in una determinata acqua. In particolare, in base al residuo fisso le acque si classificano in:

  • minimamente mineralizzate: residuo fisso minore di 50 mg/L;
  • oligominerali o leggermente mineralizzate: residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/L;
  • mediominerali: residuo fisso compreso tra 500 e 1500 mg/L
  • ricche di sali minerali: superiore 1500 mg/L.

Per quanto riguarda le tipologie di sali minerali valutati per calcolare il residuo fisso, si tratta soprattutto di calcio, magnesio, potassio e sodio, tutti elementi ritenuti fondamentali per la salute dell’organismo sebbene entro determinate dosi.

Quali sono i livelli ottimali

Bicchiere di acqua

In generale, si è soliti distinguere tra le acque leggere povere di minerali e le acque pesanti che, invece, ne contengono elevate quantità. Se l’acqua mediominerale è in grado di favorire l’assunzione di una buona dose di sali minerali, soprattutto per coloro che sono soliti fare sport – eliminando queste sostanze attraverso una sudorazione copiosa – ma anche per chi conduce una vita mediamente attiva, le acque minerali vere e proprie dovrebbero essere consumate solo dietro consiglio del medico, infatti il residuo fisso è notevole. È quindi importante scegliere la tipologia di acqua in base alle proprie esigenze, consultandosi sempre con il medico prima di bere abitualmente acque particolarmente ricche di minerali.

Benefici e danni per la salute

Acqua

Cime accennato sopra, la scelta dell’acqua da bere deve basarsi sulle condizioni individuali per evitare che l’assunzione di sali minerali in dosi massicce possa generare effetti negativi sulla salute. A tal proposito, si parla spesso di come un residuo fisso elevato possa favorire la formazione di calcoli renali: è una teoria non supportata da studi scientifici attendibili, tuttavia è certamente necessario bere a sufficienza per prevenire la calcolosi.

Un’altra teoria diffusa vede il residuo fisso dell’acqua influire negativamente sulla ritenzione idrica soprattutto a causa della presenza di sodio: anche in questo caso, il consiglio più efficace è quello di assicurarsi un corretto apporto di acqua ogni giorno. A dover limitare il sodio, inoltre, sono coloro che soffrono di ipertensione e che devono curare in modo ottimale la loro alimentazione per non andare incontro a conseguenze anche gravi, come problemi alle arterie e al cuore.

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