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Referendum nucleare: annullati i voti degli italiani all’estero?

Referendum nucleare: annullati i voti degli italiani all’estero?

A rischio i voti degli italiani all'estero sul nucleare. Secondo il ministro Vito verranno invalidati, immediate le proteste di Idv e Radicali

I voti espressi dagli italiani all’estero espressi per il referendum sul nucleare non saranno conteggiati. Lo afferma in un “question” time alla Camera il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. Si ritiene che essi abbiano votato per un quesito totalmente differente e che non debba ritenersi valida la loro scelta per quello riformulato in Cassazione. Essendo poi tardi per procedere a ulteriori procedure, verrebbero semplicemente esclusi dai risultati. Qui nasce la questione più controversa: esclusi dai risultati, ma non dal quorum.

Gli italiani all’estero sono oltre tre milioni e potrebbero risultare decisivi per la convalida o meno della consultazione. Se i loro voti venissero invalidati, ma come elettori fossero mantenuti nel conteggio finale per il famoso “50% + 1”, per il referendum sarebbe un colpo durissimo. Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, di fronte a questa ipotesi promette una triplice istanza in Cassazione: la richiesta sarebbe di non vedere conteggiati per il raggiungimento del quorum gli italiani votanti all’estero.

Queste le parole dell’ex-magistrato:

Non vorremmo che gli italiani all’estero finissero cornuti e mazziati – dice il leader Idv – non hanno potuto esprimersi e rischiano anche di essere decisivi per l’affossamento del referendum.

Sul voto degli italiani all’estero vengono sollevati altri dubbi e questa volta riguardano tutti e quattro i quesiti referendari. Secondo il segretario dei Radicali, Mario Staderini:

I dubbi sulla regolarità del voto degli italiani all’estero riguardano tutti e quattro i referendum, non solo quello sul nucleare.

La questione non è tanto se chi ha gia’ votato sul nucleare debba o no rivotare, bensi’ se gli oltre 3 milioni di italiani all’estero sono stati messi effettivamente nella condizione di votare per i quattro referendum.

Lo stesso Staderini aggiunge, dalle pagine del sito Internet del Partito Radicale, che:

Il plico contenente le schede referendarie non è inviato tramite raccomandata, per cui non v’è certezza sulla sua effettiva ricezione.

Peraltro, sono sempre di più le segnalazioni che sto ricevendo di italiani all’estero a cui le schede non sono arrivate nonostante al Consolato risultasse di si.

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