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Record rinnovabili a maggio: 37,7% elettricità venduta è verde

Record rinnovabili a maggio: 37,7% elettricità venduta è verde

Le rinnovabili continuano a galoppare: a maggio hanno coperto il 37,7% della domanda italiana, il 50,4% nel solo centro-nord. E il termoelettrico piange.

Da tempo parliamo della guerra in corso tra il fotovoltaico e il termoelettrico nella generazione dell’energia elettrica che consumiamo nel nostro paese. Solo leggendo i dati del Gestore dei Mercati Energetici, però, si riesce a capire di cosa stiamo parlando. Gli ultimi disponibili si riferiscono al mese di maggio 2012, a breve dovrebbero uscire anche quelli di giugno. La situazione per il termoelettrico è a dir poco drammatica: se a maggio 2011 ha prodotto il 50,9% dell’elettricità complessivamente venduta in Italia, quest’anno si è fermato al 38% con un calo di quasi 13 punti percentuali.

Impressionanti le rinnovabili, passate dal già buono 25,6% di maggio 2011 a un incredibile 37,7%. Più di un terzo del totale, come se ogni italiano avesse tolto un kW di potenza dal proprio contatore e lo avesse sostituito con un pannello fotovoltaico. Già, fotovoltaico, perché il grosso della crescita delle rinnovabili dipende proprio dal solare elettrico che sale dal 3,6% del maggio dell’anno scorso al 13,4%. Dieci punti puliti, sottratti quasi tutti al gas visto che le altre fonti perdono molto poco (l’eolico addirittura sale di più di mezzo punto e l’idroelettrico di un punto e mezzo). Cala poco, ad esempio, il carbone che passa dall’11,7% al 10,3%.

A guidare la crescita delle rinnovabili è il centro-nord, dove le verdi passano dal 41,7% dell’anno scorso al 50,4% di questo maggio. Metà esatta dell’energia elettrica venduta al centro-nord a maggio, quindi, è stata rinnovabile. Record nel record. Anche le importazioni di energia dall’estero sono state stravolte: secondo quanto riporta Staffetta Quotidiana, citando l’ultima newsletter dell’Osservatorio Energia di Ref-e, Terna starebbe limitando gli import elettrici da fuori Italia per compensare la maggiore produzione nazionale di energia e non sbilanciare il sistema. Se si mantenessero le stesse importazioni degli anni scorsi, infatti, anche col termoelettrico italiano al minimo avremmo troppa energia elettrica nel sistema.

Fonti: GME, Staffetta Quotidiana

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