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Rapporto Ispra: acque italiane contaminate da decine di pesticidi

Rapporto Ispra: acque italiane contaminate da decine di pesticidi

Le acque italiane, superficiali e sotterranee, sono piene di pesticidi. Centodiciotto tipi diversi tra erbicidi, fungicidi e insetticidi sono stati individuati dalla rete di monitoraggio ambientale dell’Ispra. I risultati dell’analisi condotta dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, contenuti nel Sesto Rapporto “Monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque“, saranno presentati a Roma durante […]

Le acque italiane, superficiali e sotterranee, sono piene di pesticidi. Centodiciotto tipi diversi tra erbicidi, fungicidi e insetticidi sono stati individuati dalla rete di monitoraggio ambientale dell’Ispra.

I risultati dell’analisi condotta dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, contenuti nel Sesto Rapporto “Monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque“, saranno presentati a Roma durante il convegno “Fitofarmaci e Ambiente”.

Ma da dove arrivano tutti questi pesticidi? Dall’attività agricola che impiega queste sostanze in una misura di 150.000 tonnellate all’anno. Poi, grazie anche alla pioggia, i residui di fitofarmaci, composti chimici pericolosi per la salute umana, passano dal terreno all’ecosistema acquatico.

In alcune regioni, come Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, dove si fa uso intensivo degli antiparassitari, più dell’80% delle acque superficiali controllate è stato contaminato.

Atrazina, carbendazim, glifosate, imidacloprid sono alcuni dei nomi delle sostanze tossiche rinvenute, in grado di provocare l’insorgenza di tumori, danni al sistema nervoso ed effetti negativi sulla capacità riproduttiva degli esseri umani.

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