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Ragni africani hanno raggiunto l’Australia navigando

Ragni africani hanno raggiunto l’Australia navigando

Fonte immagine: Spider web via Shutterstock

Una specie di ragni africani ha raggiunto l'Australia navigando l'Oceano Indiano: ecco l'ultima scoperta sull'evoluzione di questi aracnidi.

Potrebbero aver raggiunto l’Australia navigando le acque dell’Oceano Indiano, dimostrandosi dei perfetti condottieri. Non si parla, tuttavia, di specie marine note per le loro abilità nel nuoto, né di mammiferi dall’incredibile resistenza in acqua. Protagonista di una migrazione record, avvenuta due milioni di anni fa, pare sia una specie di ragni di origine africana, oggi disponibile unicamente sull’isola australiana di Kangaroo, nota anche semplicemente come Isola dei Canguri.

I ragni Moggridgea rainbowi si caratterizzano per un animo calmo e paziente: passano gran parte della giornata nascosti nel terreno, uscendo unicamente per catturare qualche preda limitrofa, senza mai allontanarsi troppo dalle loro tane. Eppure, sembra che 2 milioni di anni fa fossero ben più impavidi, considerato come abbiano addirittura navigato l’oceano pur di colonizzare una nuova isola.

Da tempo è noto come questa famiglia sia di origine africane, considerato come condivida parte del proprio codice genetico con altre 33 specie unicamente disponibili in Africa. Inizialmente, si è pensato che questi ragni fossero già presenti 110 milioni di anni fa, prima della separazione dei continenti della Pangea, un fatto che ha giustificato a lungo la presenza in due località così lontane. Un nuovo studio condotto dall’Università di Adelaide, e guidato da Sophie Harrison, smentisce tuttavia questa prima interpretazione: dall’analisi approfondita del genoma, è emerso come i Moggridgea rainbowi condividano ben sei geni con il resto della famiglia Moggridgea, con un’evidente differenziazione avvenuta “soltanto” due milioni di anni fa.

La nuova data è posteriore alla separazione dei continenti, di conseguenza questi ragni devono aver trovato un modo per raggiungere l’Australia, lasciandosi trasportare dalle correnti. Nonostante l’animo calmo e poco viaggiatore, appare plausibile che gli aracnidi abbiano approfittato di piccole imbarcazioni di tela, delle zattere improvvisate da ragnatela, per poi lasciarsi guidare dall’acqua e dai venti. Considerato come il loro metabolismo sia davvero lento, inoltre, è plausibile non si siano alimentati per mesi, giungendo quindi senza intoppo a destinazione.

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