Raccolta differenziata a rischio per l’emergenza Coronavirus

Raccolta differenziata a rischio per l’emergenza Coronavirus

Raccolta differenziata a rischio durante l'emergenza Coronavirus, diversi fattori ne minacciano il proseguimento secondo Conai e Ministero dell'Ambiente.

Rischio sospensione della raccolta differenziata dei rifiuti urbani. L’allarme è lanciato dal Conai – Consorzio Nazionale Imballaggi, che sottolinea come lo stop alle attività produttive non essenziali potrebbe generare anche un blocco della filiera del riciclo in termini di mancata richiesta di materie prime seconde. La cancellazione di diversi ordini di acquisto potrebbe portare a riduzioni importanti nella domanda di rifiuti.

La riduzione della richiesta di rifiuti da parte delle aziende che li riciclano potrebbe in tempi brevi portare alla saturazione dei siti di stoccaggio, provocando di conseguenza lo stop alla raccolta differenziata. Secondo Giorgio Quagliolo, presidente Conai, sono necessarie alcune modifiche all’art. 113 del decreto-legge Cura Italia:

Almeno quattro modifiche. Innanzitutto aumentare la capacità annua e istantanea di stoccaggio di tutti gli impianti già autorizzati alle operazioni di gestione dei rifiuti, fino a raddoppiarla. Aumentare poi anche la capacità termica, consentita dalla legge, di tutti i termocombustori esistenti, fino a saturazione. Semplificare in terzo luogo le procedure burocratiche necessarie per l’accesso alle discariche. Infine autorizzare spazi e capacità aggiuntive per il trattamento e lo smaltimento delle frazioni non riciclabili, che in questa fase non trovano sbocco a termovalorizzazione.

Sul tema della raccolta differenziata ai tempi del Coronavirus è intervenuto anche il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che ha dichiarato:

Siamo in prima linea in questi giorni anche per affrontare quei problemi che il Covid-19 sta determinando nel campo dei rifiuti. C’è tutto il tema della raccolta dei rifiuti ospedalieri, oppure delle raccolte che vengono fatte a casa e nei condomini dove ci sono persone Covid-positive o che anche sono solo in quarantena in attesa di capire se saranno a loro volta Covid-positivi o negativi.

In questo senso noi come Ministero abbiamo prodotto una serie di indicazioni, considerando le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, insieme a ISPRA e a tutto il sistema agenziale regionale. Anzi proprio le agenzie regionali hanno approvato all’unanimità le linee tecniche redatte, e per le modalità con le quali si devono far confluire questi rifiuti nel sistema di gestione che conosciamo. La situazione è continuamente monitorata. Ecco perché il ministero non si ferma e io sono sempre qui, insieme al mio staff.

Lo stesso Ministro dell’Ambiente ha concluso sottolineando l’importanza del ruolo che le Regioni italiane possono recitare in questa emergenza:

Le Regioni devono fare di tutto per una tempestiva quanto straordinaria gestione dei rifiuti, intervenendo con tutte quelle misure che sono di loro stretta competenza secondo l’articolo 191 del Codice ambientale. Come d’altronde hanno già fatto, per esempio, l’Emilia Romagna e il Lazio e come sono certo che anche altre Regioni non tarderanno a fare.

Fonte: Ministero dell'Ambiente

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