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Quinto Conto Energia, il Comitato IFI chiede di stringere i tempi

Quinto Conto Energia, il Comitato IFI chiede di stringere i tempi

L'associazione lancia un appello al ministro Clini perché acceleri l'iter di approvazione del decreto e modifichi alcuni punti della bozza iniziale.

Stringere i tempi ed emanare al più presto il Quinto Conto Energia. È la richiesta, trasmessa al ministro dell’Ambiente Corrado Clini, di Alessandro Cremonesi, presidente del Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane). Cremonesi mostra tutta la sua preoccupazione per i ritardi nell’emanazione del decreto, che a suo dire stanno generando gli stessi “effetti di panico” che il mercato ha mostrato un anno fa in occasione dell’uscita del Decreto Romani.

Al di là dei tempi di approvazione del provvedimento, il Comitato, che rappresenta oltre l’80% dell’industria italiana produttrice di celle e moduli fotovoltaici, continua a chiedere al Governo di modificare alcuni punti del Quinto Conto Energia, indicati come critici anche da altre associazioni e dagli Enti locali. Spiega il presidente Cremonesi:

La priorità per gli operatori industriali nazionali è che venga confermata la premialità del “Made In” negli stessi valori economici – 3 centesimi di euro a kWh – già proposti dalla Conferenza Unificata in data 6 giugno 2012, cumulabili con quelli di egual importo dedicati allo smaltimento dell’amianto, formalmente accettati verbalmente dallo stesso sottosegretario De Vincenti.

Pur di vedere garantiti i bonus per la rimozione dei tetti in eternit e l’installazione di materiali fabbricati in Europa, il Comitato IFI si dice disposto anche a rinunciare all’innalzamento della soglia per l’accesso al Registro da 12 ai 20 kiloWatt di potenza, nonché alla “sanatoria” richiesta inizialmente per consentire agli impianti fotovoltaici già approvati ma non ancora entrati in esercizio di beneficiare delle tariffe incentivanti del Quarto Conto Energia. Conclude Alessandro Cremonesi:

Vorrei fosse chiaro che tale richiesta nasce dall’unico scopo di salvaguardare la filiera italiana che si è messa in gioco con degli investimenti indotti dalla presenza nel Quarto Conto di una premialità aggiuntiva per il Made In e che ora, alla luce delle tariffe proposte, rischia di diventare totalmente inefficace.

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