Quinto Conto Energia, IFI: condivisibili critiche UE

Quinto Conto Energia, IFI: condivisibili critiche UE

Il Comitato Imprese Fotovoltaiche Italiane condivide le osservazioni che la Commissione ha rivolto ai decreti sulle rinnovabili in corso di approvazione.

La notizia delle critiche giunte dalla Commissione europea al Quinto Conto Energia e al decreto sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche non poteva lasciare indifferenti le associazioni del settore, che da mesi chiedono al Governo di intervenire sugli stessi nodi evidenziati dal commissario UE all’Energia Oettinger.

Dopo il commento di Gifi-Anie, anche il Comitato IFI (Imprese Fotovoltaiche Italiane) plaude all’iniziativa di Bruxelles, dichiarando di condividere le osservazioni contenute nella lettera inviata dal commissario europeo al nostro Esecutivo. Per questo l’associazione torna a chiedere una revisione del Quinto Conto Energia, a cominciare dal meccanismo dei registri obbligatori.

A questo proposito, il Comitato propone in particolare tre interventi correttivi, che avrebbero lo scopo di tutelare gli investimenti già avviati e non scoraggiare quelli futuri. Per cominciare, IFI chiede di limitare l’introduzione del meccanismo del registro agli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 200 Kwp:

Ci siamo da sempre dichiarati contrari a misure che fossero depressive per il mercato degli impianti di taglia non speculativa – ha commentato Alessandro Cremonesi, presidente del Comitato IFI – L’indicazione contenuta nello schema di Decreto di una soglia di Registro a soli 12 Kw o 20 Kw significa perdere il potenziale di crescita dell’energia distribuita per le piccole e medie imprese.

Per quanto riguarda invece gli impianti fotovoltaici installati da enti pubblici, l’associazione propone una deroga totale dal meccanismo del Registro, che dovrebbe essere “risparmiato” anche alle installazioni realizzate su edifici industriali la cui produzione elettrica venga completamente esaurita con l’auto-consumo.

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