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Quinto Conto Energia: ecco le modifiche chieste dalle associazioni

Quinto Conto Energia: ecco le modifiche chieste dalle associazioni

Ventidue associazioni di categoria delle rinnovabili allo stesso tavolo. Tutti contro il Quinto Conto Energia e il nuovo decreto rinnovabili.

Tutte le associazioni di categoria delle rinnovabili, per la prima volta, si sono riunite per elaborare un documento comune di rivendicazioni al Governo Monti in cui chiedono profonde modifiche al Quinto Conto Energia e al nuovo decreto sulle rinnovabili elettriche.

Ventidue le sigle che si sono raccolte sotto il grande ombrello degli Stati Generali delle Rinnovabili: AES, Agroenergia, AIEL, ANEST, ANEV, GIFI, ANTER, APER, ASCOMAC, ASSIEME, Asso Energie Future, Assolterm, Assosolare, ATER, CIB, Comitato IFI, CPEM, Federpern, FIPER, GIGA, ISES, Kyoto Club. I nostri lettori avranno trovato nella lista sia associazioni abbastanza conosciute e avvezze a uscite pubbliche, sia sigle quasi sconosciute. A metterle tutte insieme, ma nella protesta, è stata la politica di Monti e Passera in fatto di rinnovabili. Le richieste sono chiare, sia per il fotovoltaico che per le altre fonti.

Per il fotovoltaico gli Stati Generali chiedono di alzare il tetto degli incentivi fino a 7 miliardi di euro, togliere l’obbligo dell’iscrizione al registro GSE fino per gli impianti fino a 200 kW, ripristinare l’incentivo amianto da 5 centesimi al kWh, procrastinare l’entrata in vigore del V Conto ad almeno tre mesi dal raggiungimento della soglia dei 6 miliardi di incentivi erogati.

E poi si chiede anche la possibilità di accedere ai vecchi incentivi per tutti gli impianti già in costruzione, di ripristinare lo scambio sul posto almeno sino alla soglia dei 200 kW di potenza, un nuovo bonus UE (per gli impianti realizzati con l’80% minimo dei componenti provenienti dall’Europa).

Infine: ritorno ai bonus per l’innovazione tecnologica e l’integrazione architettonica e per gli incentivi al fotovoltaico a concentrazione. In generale, infine, si chiede un aumento complessivo degli incentivi che vada almeno a rivalutare quanto perso con l’inflazione. Se volessimo descrivere con tre parole cosa chiedono le associazioni, si potrebbero usare queste: Terzo, Conto, Energia.

Per le altre rinnovabili, invece, si chiede l’esenzione dai registri fino a 250 kW, una migliore distribuzione degli incentivi tra le varie fonti tramite una modifica delle soglie massime (in MW) incentivabili ogni anno, la maggiorazione per le tariffe del biogas e l’eolico.

Le aste per ottenere gli incentivi, invece, dovrebbero partire dalla soglia di 10 MW e si dovrebbe dare almeno 36 mesi di tempo alle aziende che stanno costruendo impianti particolarmente complessi. Le associazioni chiedono anche di rivedere il meccanismo di passaggio dagli attuali Certificati Verdi alla nuova tariffa omnicomprensiva.

Altra cosa molto importante, specialmente per l’eolico, è l’eliminazione del ritardo nel pagamento dei CV del 2011 da parte del GSE. Si chiede infine che gli incentivi per i rifiuti (leggi: inceneritori) sia scorporata dal decreto sulle fonti rinnovabili elettriche e un bonus UE identico a quello già chiesto per il fotovoltaico.

Fonte | QualEnergia

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