Quinto Conto Energia: ANTER soddisfatta, con qualche riserva

Quinto Conto Energia: ANTER soddisfatta, con qualche riserva

Quello di ANTER sul Quinto Conto Energia è un "giudizio a metà": il Governo poteva fare di più per tutelare gli investimenti già fatti dagli operatori.

Sul Quinto Conto Energia, come anche sul nuovo decreto rinnovabili elettriche, continuano ad arrivare critiche e commenti da parte delle associazioni di categoria delle energie rinnovabili. Dall’ANTER, l’Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili che rappresenta soprattutto professionisti del settore e semplici cittadini, arriva ad esempio un “giudizio a metà”.

ANTER, infatti, si dichiara solo parzialmente soddisfatta per l’operato del Governo sugli incentivi al fotovoltaico e afferma che solo alcune delle sue richieste sono state accettate:

Sono state ascoltate solo in parte alcune delle nostre istanze come la richiesta di un premio per gli impianti realizzati all’interno dell’Unione Europea e per quelli installati su edifici che abbiano sostituito le coperture in eternit, sicuramente determinanti per contrastare l’inquinamento.

Antonio Rainone, presidente dell’associazione, avrebbe preferito uno slittamento dell’entrata in vigore del decreto (prevista per il 27 agosto) in modo da rendere più graduale la riduzione degli incentivi e da salvaguardare gli investimenti già fatti nei mesi scorsi.

Sul tetto dei 12 kW di potenza, oltre i quali si entra nella complessa e macchinosa procedura dei registri GSE, il giudizio di ANTER è cauto. Va bene l’accesso diretto agli incentivi per gli impianti più piccoli ma questa possibilità:

Andava però estesa anche agli impianti di medie dimensioni, fondamentali per rilanciare il tessuto produttivo italiano e per permettere ai cittadini italiani di modificare le abitudini di consumo ed acquisire uno stile di vita che premi il risparmio energetico.

Riguardo alle altre rinnovabili elettriche, invece, Rainone apprezza i 5,8 miliardi di euro stanziati per geotermia, biomasse e solare a concentrazione perché “nonostante un ottimo potenziale, erano rimaste fino ad oggi fuori dai piani energetici del Governo”.

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