Quarto Conto Energia pronto: lunedì 28 la bozza del decreto

Quarto Conto Energia pronto: lunedì 28 la bozza del decreto

La prossima settimana sarà decisiva per capire le caratteristiche del decreto rinnovabili: ecco alcune caratteristiche del provvedimento

Mentre continuano le riunioni e i tavoli tecnici fra governo e parti in causa, si avvicina la definizione dei dettagli del quarto Conto energia per il fotovoltaico. La prima bozza attuativa del Decreto Romani dovrebbe essere pronta lunedì e già si rincorrono le voci circa le caratteristiche del provvedimento e le novità da esso introdotte.

Numerosi addetti ai lavori hanno confermato che il testo non è ancora stato sottoposto alla valutazione dei ministri Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo ma che sarebbe ancora sotto esame da parte dei dirigenti del Ministero dello Sviluppo Economico.

Secondo quanto stabilito dal Decreto Rinnovabili, il Quarto Conto Energia entrerà in vigore a partire dal 1° giugno prossimo e prevederebbe il taglio complessivo del 50% degli incentivi per gli impianti fotovoltaici. In particolare, per il 2011, si assisterebbe a una riduzione di circa il 2% per il 1° quadrimestre e di circa il 10% nel 2° quadrimestre, lasciando inalterato il 3° quadrimestre. I tagli maggiori sono previsti comunque per il 2012 e il 2013, in cui la riduzione dell’incentivo sarebbe rispettivamente del 10% e del 20%.

Altre indiscrezioni confermano, che su richiesta di Confindustria, dal 31 maggio al 31 dicembre 2011 sarebbe previsto un periodo transitorio caratterizzato da un taglio contenuto delle tariffe. La diminuzione vera e propria degli incentivi arriverebbe quindi dal 2012, periodo in cui iniziera il nuovo sistema di incentivazione che si estenderà fino al 2017.

È bene ricordare, infine, che in questi giorni era circolata anche la notizia di un tetto annuo agli incentivi al fotovoltaico. Secondo voci di corridoio, in questa fase dovrebbe essere imposto un limite annuo di 2.000 MW installati e un tetto economico alle risorse da destinare agli incentivi che si aggirerebbe sui 6 miliardi di euro all’anno.

Dopo il confronto con le principali aziende del settore, le sigle sindacali e i rappresentanti delle Regioni, Romani ha assicurato che tutti, in particolare le amministrazioni regionali, saranno coinvolte direttamente alla definizione delle caratteristiche del decreto attuativo.

L’obiettivo dichiarato è una modifica organica, ma soprattutto parziale e progressiva, che non metta in discussione gli investimenti già effettuati e i posti di lavoro collegati a questo importantissimo settore produttivo.

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