Quarto Conto Energia: alle Regioni non arriva la bozza

Quarto Conto Energia: alle Regioni non arriva la bozza

Dopo le dichiarazioni del governo che assicuravano la collaborazione nella definizione del decreto attuativo, oggi le Regioni lamentano il mancato invio della bozza

Se in un articolo di alcuni giorni fa vi avevamo informato circa l’intenzione da parte del governo di coinvolgere le Regioni nella definizione del decreto attuativo del decreto Romani (Dlgs 28/2010), oggi sembrano iniziare i primi problemi nella definizione del Quarto Conto energia. I governatori delle diverse regioni lamentano infatti il mancato invio della bozza e di conseguenza la loro impossibilità di valutare il provvedimento.

Proprio ieri la Commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni si era riunita per ufficializzare le prime indicazioni da trasmettere al Governo. Nel corso della riunione era stato raggiunto un accordo che aveva come cardine principale quello di attuare una riduzione graduale degli incentivi nel corso del 2011 in modo da salvaguardare aziende e posti di lavoro.

Il presidente della Commissione, l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Piemonte Massimo Giordano, aveva inoltre aggiunto:

La proposta di graduale riduzione degli incentivi al fotovoltaico che oggi ribadiamo, servirà innanzitutto ad allineare gli stessi a quelli previsti negli altri paesi dell’Unione Europea e permetterà inoltre di comunicare con largo anticipo al mercato il programma relativo all’entità degli incentivi, per evitare cambiamenti delle regole del gioco in corso d’opera.

In particolare, oltre alla richiesta di mantenere almeno fino al 31 dicembre 2011 gli incentivi attualmente disponibili e di pianificarne quindi una riduzione progressiva e graduale, secondo le Regioni la principale necessità dovrebbe essere quella di limitare gli incentivi per gli impianti fotovoltaici a terra in base alla tipologia di aree interessate e favorire gli impianti integrati in edifici o strutture esistenti.

Nonostante gli sforzi la bozza di decreto attuativo promessa dai ministri Prestigiacomo e Galan non è ancora stata spedita. Di comune accordo, i presidenti delle Regioni hanno comunque deciso di evitare qualsiasi tipo di commento anche nell’ottica della stretta mediazione che la Conferenza delle Regioni intende portare avanti con il governo.

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