Putin distrugge le foreste del Mar Nero per costruire resort di lusso

Putin distrugge le foreste del Mar Nero per costruire resort di lusso

Interi ecosistemi a rischio speculazione edilizia sul Mar Nero, dopo la decisione di Putin di non istituire ulteriori parchi nazionali.

La reputazione internazionale di Vladimir Putin, già messa a dura prova dai recenti conflitti con l’Ucraina, sta per subire un ulteriore scossone dopo le rivelazioni di Suren Gazaryan. Lo zoologo, noto per le sue battaglie ambientaliste in Russia, ha infatti svelato che Putin sta distruggendo foreste dal valore ecologico immenso per far posto a resort di lusso. L’area sottoposta a deforestazione è quella ricca di biodiversità situata lungo le coste del Mar Nero. Un patrimonio forestale non soltanto russo ma dell’intera umanità per via della presenza di ecosistemi rari e preziosi, tra i più ricchi d’Europa.

La denuncia dell’attivista russo sta godendo di ampio risalto. Gazaryan è infatti noto a livello internazionale per le sue inchieste e il suo coraggio nel difendere l’ambiente. Di recente lo zoologo è stato insignito del Goldman Environmental Prize, proprio per aver denunciato la deforestazione illegale sulle coste del Mar Nero. Già nel 2010 gli ambientalisti erano riusciti a bloccare la costruzione di un palazzo per l’allora presidente Dmitry Medvedev, ma questo tipo di attivismo è ora impossibile in Russia.

Gli ambientalisti subiscono infatti numerose ripercussioni e vengono tacciati di essere al servizio dei governi occidentali. Approfittando di questi sospetti infondati il governo Putin ha ristretto la possibilità di istituire nuovi parchi naturali protetti, avviando una vera e propria speculazione edilizia. Secondo le stime degli attivisti e delle Nazioni Unite sarebbero già stati distrutti, legalmente, 2 mila ettari di valli fluviali, foreste incontaminate e preziosissime aree umide.

Gli esponenti del Governo russo hanno costruito lussuosi palazzi minando l’equilibrio di ecosistemi fragili e disboscando senza pietà. Non soltanto resort di lusso, ma anche miniere, stazioni sciistiche. Una speculazione edilizia che minaccia la sopravvivenza di centinaia di specie in via di estinzione, riducendone ulteriomente l’habitat e distruggendo le loro fonti di sostentamento. Le definiscono semplici case ma sono veri e propri palazzi, denuncia Gazaryan. Ricche dimore che renderanno l’intera Europa più povera, privandola di ecosistemi rari e vitali per diverse specie vegetali e animali.

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