Pungitopo, coltivazione e potatura

Pungitopo, coltivazione e potatura

Fonte immagine: Pixabay

Come coltivare e curare il pungitopo, pianta decorativa per eccellenza dalle proprietà medicinali nascoste: consigli e tecniche di giardinaggio.

Simbolo delle festività natalizie e dell’inverno in generale, il pungitopo è una pianta appartenente alla famiglia delle Liliaceae, nota proprio per la presenza di foglie verdi e lucide che si mantengono tali anche durante la stagione fredda. Questa pianta medicinale – il Ruscus aculeatus – viene prevalentemente coltivata a scopo ornamentale e vanta oltre quattrocento specie diverse: il vegetale è celebre per il fogliame appuntito e per le bacche di colore rosso vivo.

Il pungitopo si presenta come un cespuglio dalle foglie pungenti con bacche persistenti di forma sferica, inizialmente verdi e successivamente rosse. All’uso decorativo si affianca quello medicinale grazie alle varie proprietà fitoterapiche vantate dalla pianta, che si caratterizza anche per alcune parti commestibili come i turioni. Il nome, inoltre, deriva dall’antico uso delle foglie appuntite da parte dei contadini come protezione per i raccolti e le provviste, con l’intento di tenere lontani i topi.

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Coltivazione

Pungitopo

Il pungitopo predilige le zone d’ombra sufficientemente umide, sebbene possa resistere anche alle temperature molto basse e al vero e proprio gelo. Se coltivata in vaso, questa pianta tuttavia necessita di un ambiente abbastanza asciutto. Per quanto riguarda il terreno, deve essere ben drenante con un PH neutro oppure poco alcalino.

L’apporto d’acqua ideale per garantire idratazione al pungitopo è dato da quella piovana se si tratta di piante coltivate in terra, mentre per gli esemplari in vaso è necessario annaffiare con regolarità, specialmente durante i mesi estivi facendo in modo che il terriccio sia umido sebbene non completamente bagnato.

La concimazione, inoltre, dovrebbe essere effettuata durante la primavera a cadenza annuale, utilizzando concime preferibilmente liquido o secco a lento rilascio purché ricco di azoto (N), potassio (K) e fosforo (P). Il formato ideale è quello liquido ben diluito o quello secco in granuli a lento rilascio.

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Potatura e cure

Pungitopo

Una fioritura rigogliosa e una cospicua produzione di bacche sono favorite da una potatura regolare del pungitopo, eseguita in primavera oppure durante l’estate, in modo tale da eliminare i rami vecchi eseguendo i tagli alla base degli stessi. La potatura deve essere eseguita con molta cura e prestando attenzione a non procurarsi tagli e graffi a causa delle punte acuminate, indossando appositi guanti adatti alle attività di giardinaggio. Eventualmente è anche possibile eseguire una seconda leggera potatura in autunno, finalizzata a preparare la pianta per l’inverno attraverso tagli di mero contenimento del cespuglio.

Il pungitopo può essere attaccato dall’oidio, una sorta di muffa polverosa detta anche “mal bianco”, nebbia o albugine: causata da funghi Ascomiceti appartenenti alla famiglia delle Erysiphaceae, rischia di provocare una grave carenza di elementi nutritivi alle cellule della pianta. È possibile ripristinare una situazione ottimale utilizzando della polvere di zolfo per coprire le macchie superficiali sulle foglie, fino a ottenere una completa guarigione.

Un altro pericolo è dato dal marciume radicale, problema che si sviluppa a causa di un drenaggio insufficiente. Anche un’innaffiatura eccessiva può far marcire l’apparato radicale, provocando perfino la morte della pianta. È consigliato, ad esempio, agevolare il drenaggio dell’acqua utilizzando dell’argilla espansa nel terreno.

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