Pulitzer 2020, premiato reportage sui cambiamenti climatici

Pulitzer 2020, premiato reportage sui cambiamenti climatici

Fonte immagine: Pulitzer Prize 2020

Premio Pulitzer 2020 a una serie di reportage del Washington Post sugli effetti dei cambiamenti climatici già in atto nel Pianeta.

I cambiamenti climatici sono per la prima volta al centro di un reportage premiato con il Premio Pulitzer. L’edizione della svolta è quella del 2020, i cui riconoscimenti sono stati annunciati in diretta streaming dalla propria abitazione da Dana Canedy, amministratrice del Pulitzer Award ed ex giornalista del New York Times. A vincere il premio, nella categoria “Explanatory Reporting”, lo staff del Washington Post grazie al reportage “2°C: Beyond the Limit” (“2°C: Oltre il Limite”).

Al centro della serie di articoli pubblicati dal Washington Post i cambiamenti climatici, non intensi però come prospettiva futura, ma come effetti drammaticamente reali e attuali. Una prospettiva che è valsa ai reportage del quotidiano statunitense l’ambito riconoscimento. Questa la motivazione riportata dagli organizzatori del premio:

Per una serie rivoluzionaria [di approfondimenti, n.d.r.] che ha mostrato con chiarezza scientifica i terribili effetti delle temperature estreme sul Pianeta.

2°C: Beyond the Limit: i numeri del reportage

Sono state 12 le “tappe” che hanno accompagnato i lettori del Washington Post attraverso un viaggio tra gli effetti dei cambiamenti climatici. Testi dal profondo contenuto scientifico, ma trattati in maniera schematica e chiara per rendere i contenuti fruibili dal maggior numero possibile di cittadini. Una “serie” che ha preso il via dalle analisi condotte da Chris Mooney, tra i giornalisti vincitori del Premio Pulitzer 2020.

Il lavoro dello staff del Washington Post ha richiesto l’impegno di 53 professionisti (giornalisti, analisti, ma anche fotografi, grafici e designer) e ha toccato quasi tutti i continenti della Terra, fatta eccezione per l’Antartide. Tra i temi trattati la distruzione delle foreste di alghe in Tasmania o il fatto che il Qatar sia arrivato a dover utilizzare l’aria condizionata all’aperto, ma anche le frane che riguardano le coste canadesi non più protette dai ghiacci. Ha commentato Martin Baron, direttore esecutivo del Post:

Oggi in questo Paese la nostra attenzione è monopolizzata dalla crisi sanitaria pubblica. Un’altra crisi sanitaria pubblica globale grava su di noi. Come con il Coronavirus, se prestiamo attenzione alla scienza saremo tutti ben curati. Nel produrre questa serie il nostro staff non soltanto ha prestato attenzione alla scienza, ma ha lavorato con essa per realizzre un’analisi più dettagliata e approfondita. Poi, sfruttando tutte le risorse del nostro comparto news abbiamo dato delle facce ai numeri, mostrando il grave impatto che il riscaldamento estremo sta già avendo sulle comunità in tutto il mondo.

Fonte: Washingtonian

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