Puglia: le rinnovabili uccidono gli ulivi

Puglia: le rinnovabili uccidono gli ulivi

La Regione Puglia autorizza l'espianto degli storici ulivi secolari per far posto a impianti rinnovabili. Proteste degli ecologisti

Il futuro potrebbe essere decisamente meno “rosa” oltre che verde per gli ulivi secolari in Puglia. Grazie a quello che è stato subito definito l’emendamento “ammazza-ulivi”, nella regione presieduta da Nichi Vendola si potranno espiantare questi alberi, simbolo di storia e tradizione, senza necessità di ottenere le autorizzazioni delle commissioni competenti.

A denunciare lo scempio una rete di giovani ecologisti pugliesi, che sottolineano come il provvedimento, pur essendo stato proposto da un esponente Pdl, sia poi stato approvato all’unanimità grazie anche all’appoggio dell’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro. Sono state già raccolte alcune migliaia di firme per convincere il presidente Vendola a fermare l’iter dell’emendamento.

La procedura, secondo questa variante alla normativa, prevederà non più l’approvazione obbligatoria da parte delle commissioni, ma un regime di “silenzio-assenso” che si concretizzerebbe a 90 giorni dalla richiesta. Non il primo tentativo di far prevalere gli interessi economici su un patrimonio italiano come gli ulivi secolari pugliesi.

La procedura è brutale e spesso non lascia a questi alberi altra possibilità che una rapida fine: mutilati e sradicati dal loro territorio per far posto a nuove colture, impianti di produzione energetica fotovoltaici o per le biomasse, vengono poi ripiantati senza il rispetto di alcun criterio di distanza tra loro. Il risultato è che spesso questi ulivi si sovrappongono, morendo o essendo costretti a pesanti deformazioni pur di sopravvivere.

Tutto questo senza contare anche il danno ambientale provocato al territorio e allo stesso panorama pugliese. Purtroppo sono già decine, forse più, i casi in cui questi ulivi hanno dovuto piegarsi alla logica economica della politica. Su tutti resta l’esempio di Carmignano, dove sono stati sradicati migliaia esemplari fra cui oltre 140 ulivi “monumentali”. Addirittura sembrerebbe in programma nei prossimi mesi un mega espianto nella zona di Lequile.

Possibile che un patrimonio come quello degli ulivi secolari pugliesi debba essere destinato a scomparire, magari finendo (come sembra sia persino già successo) in parchi di ville e resort? Speriamo che al più presto dal presidente Vendola arrivino le auspicate “buone notizie”.

Seguici anche sui canali social