Protesta del latte, i pastori sardi: prezzo da fame, meglio buttarlo

Protesta del latte, i pastori sardi: prezzo da fame, meglio buttarlo

Fonte immagine: Twitter

La protesta dei pastori sardi contro l’industria casearia per il prezzo al litro del latte: versati in strada migliaia di litri di latte e contestazioni.

Solo 55 centesimi di euro al litro, questi sono i soldi che vengono pagati dall’industria della trasformazione ai pastori sardi per il latte che producono. In Sardegna i pastori continuano la loro protesta versando in strada migliaia di litri di latte al grido di “meglio buttarlo che venderlo”, stremati per il prezzo irrisorio al litro. Così hanno deciso di iniziare una battaglia che proseguirà finché non verrà raggiunto un accordo con le aziende che lavorano il latte da loro prodotto.

Un litro di latte di pecora sui 55 centesimi, che scendono a 44 se è di capra: questo quanto viene pagato dalle aziende ai pastori sardi, che chiedono un corrispettivo di almeno un euro più Iva per ogni litro “prodotto e pastorizzato”. Un prezzo che non va a coprire nemmeno i costi di allevamento e che sta portando diverse realtà locali alla chiusura.

Dopo mesi di richieste e trattative la protesta è degenerata, tanto che nel weekend i pastori hanno bloccato una cisterna vicino Thiesi (Sassari) e in prossimità del caseificio Pinna, tra i più importanti dell’isola, dove sono stati sversati sull’asfalto 30 mila litri di latte.

Tra le azioni messe in atto gli allevatori anche una serie di proteste e blocchi stradali con picchetti, che hanno portato domenica al blocco dello scalo di Porto Torres, con il fermo in particolare di un camion con a bordo carni suine proveniente dalla Francia: i manifestanti hanno rovesciato a terra le carni.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Emergenza Climatica Roma: consegna della petizione alla sindaca Virginia Raggi