Prostatite: cause, alimentazione e rimedi

Prostatite: cause, alimentazione e rimedi

Fonte immagine: tommaso79 via iStock

La prostatite: ecco quali sono le cause di questa infiammazioni, che cosa fare e quali cibi possono causare un aumento dei sintomi.

La prostatite è l’infiammazione della ghiandola prostatica, ovvero della prostata, localizzata nell’uomo poco sotto la vescica. Nella maggior parte dei casi rimane ignota la causa, tuttavia si possono in linea generale schematizzare i diversi tipi di prostatite:

  • batterica acuta;
  • batterica cronica, che si manifesta anche con continue riacutizzazioni nel corso del tempo;
  • abatterica cronica, cioè una infiammazione che si verifica anche in assenza di infezione;
  • prostatite asintomatica, uno stato infiammatorio che il medico rileva nel corso di altre valutazioni diagnostiche.

I dati epidemiologici descrivono questa infiammazione come una condizione molto frequente: colpisce un terzo della popolazione maschile tra i 20 e i 40 anni, ogni anno.

Sintomi

Indipendentemente dalla causa infettiva o meno, l’infiammazione di questa ghiandola si manifesta con dolori che sono causati dallo spasmo dei muscoli della vescica e del bacino. I pazienti possono anche aver bisogno di urinare frequentemente o con urgenza e, talvolta, avvertire dolore o bruciore. Il dolore può rendere difficile anche l’atto sessuale. Non di rado, inoltre, i pazienti affetti da prostatite lamentano anche stitichezza.
In caso di prostatite batterica acuta, i sintomi tendono a essere più gravi e possono essere associati a febbre e brividi, reale difficoltà a urinare e sangue nelle urine.

Nelle forme croniche il paziente è, di solito, senza febbre e i sintomi sono soprattutto legati al frequente bisogno di urinare di giorno, la pollachiuria, ma anche di notte e con urgenza. Queste manifestazioni sono comunque di tale intensità da compromettere la qualità di vita del paziente.

Diagnosi

Blood

Tutto il processo di diagnosi della prostatite è di competenza del medico che, di solito, procede secondo il seguente schema:

  • raccolta dell’anamnesi, ossia analisi della storia clinica personale e familiare e delle informazioni sui sintomi avvertiti, la loro intensità e durata nel tempo;
  • esame obiettivo in ambulatorio;
  • valutazioni strumentali come l’ecografia prostatica transrettale e uroflussometria con valutazione ecografica del residuo post-minzionale, cioè la quantità di urina eventualmente residua nella vescica dopo essere andati in bagno.

Per la diagnosi della prostatite può essere utile al medico prescrivere alcuni esami di laboratorio come:

  • ricerca di batteri nel liquido seminale e nelle urine, che se positiva può orientare la diagnosi verso la causa infettiva;
  • dosaggio del valore ematico dell’Antigene Prostatico Specifico, PSA.

Rimedi

L’approccio alla terapia della prostatite è definito dall’urologo e dipende dalla causa. In caso di prostatite batterica può essere necessario il trattamento con antibiotici, mentre senza segni ed evidenza di infezione si possono attuare trattamenti per alleviare i sintomi, con farmaci antinfiammatori o tecniche specifiche come il massaggio prostatico eseguito dal medico specialista. Si tratta comunque di un approccio non risolutivo, soprattutto in caso di prostatite cronica.

Se i sintomi sono gravi, nonostante altri trattamenti, la chirurgia può essere considerata un’opportunità. Tuttavia, nel complesso, l’ampliamento del numero di farmaci efficaci a disposizione del medico ha ridotto e contribuirà a ridurre nel tempo il ricorso all’intervento.

Alimentazione e sintomi

Salt

Soprattutto in caso di prostatite di causa sconosciuta può essere utile, per controllare i sintomi, ridurre il consumo di alcuni alimenti:

  • cibi e spezie piccanti;
  • bevande alcoliche;
  • caffeina.

Si tratta di indicazioni generali che, nell’ambito di uno stile di vita attivo e una dieta equilibrata basata sul modello della dieta mediterranea, possono aiutare nella gestione della prostatite.

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