Prodotti per il corpo: i contenitori ne favoriscono lo spreco

Prodotti per il corpo: i contenitori ne favoriscono lo spreco

Fonte immagine: Pixabay

Secondo Bon à savoir, i comuni flaconi per le creme per il corpo sarebbero studiati per indurre allo spreco: un quarto del prodotto rimarrebbe nel flacone.

Saponi, shampoo, bagnoschiuma, creme per il corpo: sono sempre più i prodotti in commercio che utilizzano i dispenser per la loro erogazione, ma sarebbero progettati per indurci allo spreco. Un quarto del prodotto rimarrebbe nel flacone, come scoperto dal giornale dei consumatori svizzeri Bon à savoir.

Nello specifico, l’esperimento svizzero è stato condotto “pompando” 10 flaconi di lozioni per il corpo fin quando non è più uscita alcuna traccia dall’erogatore. In ben nove casi su dieci, all’interno è rimasto fra il 9,1% e il 24,8% del prodotto, secondo la rivista a dimostrazione di come dispenser e contenitori siano appositamente studiati per costringere i consumatori a ricomprarlo prima del previsto.

A parte l’unica eccezione (il prodotto Zoe Revital Sérum), l’analisi rivela che in fondo alla confezione rimane tra il 10% e il 25% del prodotto, dunque non una parte trascurabile, anzi. Ad esempio, Bon à savoir spiega che un flacone di latte per il corpo del brand Clarins Firm Bust, in vendita a 77,50 franchi in una bottiglia da 50 ml, impone lo spreco di ben 19,20 franchi di prodotto, più di 16 euro.

Quale sarebbe dunque la soluzione per evitare il possibile spreco e per risparmiare anche sull’acquisto di nuove creme e lozioni per il corpo? Basterebbe sostituire il tubo di aspirazione che spinge la lozione dalla confezione a una soluzione più efficiente, che non impieghi una pressione negativa, come fatto sull’unico prodotto in cui, nel test svizzero, non è rimasto nulla: il Zoe Revital Sérum.

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