Un procione al guinzaglio a Milano

Un procione al guinzaglio a Milano

Fonte immagine: Pixabay

Un procione tenuto al guinzaglio per le vie di Baggio, alla periferia di Milano: intervengono i Carabinieri Forestali, con il sequestro dell'animale.

Un procione al guinzaglio per le vie di Baggio, alla periferia di Milano. È quanto è accaduto pochi giorni fa nel comune lombardo, quando il nucleo locale dei Carabinieri Forestali è intervenuto per sequestrare l’animale, portato a spasso dalla proprietaria per le strade del paese. Il quadrupede è stato ora affidato alle cure di un centro specializzato in Emilia Romagna, una struttura specializzata in reimmissione graduale di esemplari selvatici in natura.

Così come riferisce il Corriere della Sera, sarebbero diverse le segnalazioni giunte ai Carabinieri Forestali: negli ultimi tempi, infatti, diversi cittadini avevano notato una donna aggirarsi per le strade di Baggio in compagnia di un procione al guinzaglio. Sempre il quotidiano riferisce come il quadrupede sia stato addirittura condotto in un ristorante, alla presenza di “clienti attoniti”.

Le autorità hanno pertanto deciso di intervenire, sequestrando l’esemplare e la proprietaria ora rischia una denuncia per detenzione illegale di animali pericolosi. Il procione, infatti, può raggiungere la stazza di un cane di taglia media – circa 9/12 chili – e può risultare pericoloso per il rischio possa trasmettere malattie come la rabbia e la lectospirosi.

Così come già accennato, dopo il sequestro l’animale è stato affidato alle cure di un centro specializzato in Emilia Romagna, noto per le sue attività di recupero e reimmissione di esemplari selvatici in natura. Dalle ricostruzioni, l’animale viveva con la proprietaria in un piccolo appartamento, senza particolari accorgimenti, mentre la provenienza del procione non è al momento nota.

Noto anche come orsetto lavatore, il procione è un mammifero tipico del Nord America, pertanto non è normalmente presente in Italia. La sua eventuale proliferazione potrebbe danneggiare la biodiversità dello Stivale, soprattutto sottraendo risorse, cibo e spazi a specie invece autoctone. Nel 2006, tramite un decreto ministeriale, l’animale è stato inserito nella lista delle specie pericolose e, per questa ragione, non ne è ammesso l’accudimento domestico da parte di privati.

Fonte: Corriere della Sera

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