Processo Eternit: condanna a 18 anni per Schmidheiny

Processo Eternit: condanna a 18 anni per Schmidheiny

Aumentata di due anni la pena per l'imprenditore elvetico, accusato di omicidio all'interno della vicenda Eternit.

L’Eternit continua a mietere le sue vittime nel nostro Paese. Intanto, proprio questo pomeriggio, il Tribunale di Torino ha emesso la propria sentenza per l’appello del processo al carico di Stephan Schmidheiny e del barone belga Louis De Cartier.


>>Duemila vittime ogni anno per l’amianto in Italia

Se la posizione del nobile è decaduta, per decesso dell’imputato, i giudici sono stati ben poco teneri con l’imprenditore elvetico: 18 anni di carcere, due in più di quanto ottenuti dopo il primo grado processuale.

L’accusa è gravissima: omicidio volontario di circa 200 persone. Rispetto a questo punto, il magistrato Guariniello è stato chiarissimo:

Le indagini relative ai reati di omicidio non incontrano particolari difficoltà di prova e sono ormai pressoché completate.


>>Leggi le motivazioni della condanna di primo grado

Quella dell’Eternit è una lunga e brutta storia che ha visto il nostro Paese avvelenato lungo tutto territorio e centinaia di lavoratori messi a diretto contatto con l’amianto. La Storia e la società civile hanno già emesso la loro sentenza. Perché anche la giustizia faccia il suo corso dovremo probabilmente aspettare il giudizio della Cassazione.

Questo per quanto riguarda il cosiddetto processo Eternit: i processi Eternit Bis e Eternit Ter continuano, anche se non si esclude che un’eventuale condanna per omicidio volontario in questo processo possa aggravare la situazione degli imputati anche negli altri.

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