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Processionaria a Firenze e nel resto d’Italia: rischi per i cani

Processionaria a Firenze e nel resto d’Italia: rischi per i cani

Fonte immagine: Pixabay

Invasione di processionaria a Firenze e in altri luoghi d'Italia: ecco quali sono i disagi provocati, nonché i principali rischi per i cani.

È uno dei problemi più comuni della primavera, quando le larve iniziano a spostarsi compatte alla ricerca di cibo. E quest’anno sembra che il fenomeno sia molto più marcato del solito, con vere e proprie invasioni, soprattutto in Toscana. La processionaria, un lepidottero pericoloso per via della sua folta peluria urticante, può generare grandi grattacapi sia per le piante di cui si nutre che per l’uomo, ma anche e soprattutto per gli animali domestici. Il contatto con questi bruchi, infatti, potrebbe essere anche fatale per gli amici a quattro zampe.

La notizia è balzata agli onori delle cronache negli ultimi giorni, a seguito dell’apparizione di un gran numero di processionarie nel quartiere Novoli di Firenze. La situazione più critica, riferisce il Corriere Fiorentino, sarebbe nei pressi del nuovo Tribunale di Firenze, dove centinaia di esemplari sembra siano stati rinvenuti sulle strade, sulle pareti dei palazzi, sui cassonetti per i rifiuti e in altri luoghi ancora. Una presenza ubiquitaria che starebbe causando una lunga serie di disagi, soprattutto nei pressi di pini e altre conifere, per dei bruchi pericolosi per le persone, i bambini e gli animali domestici.

La Thaumetopea pityocampa è un lepidottero particolarmente prolifico, la cui manifestazione è evidente agli inizi della primavera, quando le larve cominciano a spostarsi rapidamente alla ricerca di cibo. Del tutto golose di aghi di pino, tanto da causare anche danni agli stessi alberi per la loro voracità, questi esemplari devono il loro nome comune all’andamento durante gli spostamenti: in perfetta fila indiana, proprio come una lunga processione. Terminato lo stato larvale i bruchi tendono a rimanere sottoterra, dove passano allo stadio di crisalide, ma prima di questa fase l’incontro può rivelarsi molto spiacevole. La peluria urticante può dar luogo ad arrossamenti, prurito e bruciore, con reazioni anche violente di orticaria, dermatiti, congiuntiviti e problemi respiratori.

È necessario, di conseguenza, prestare la massima attenzione, soprattutto con i bambini e gli animali domestici, soprattutto i cani. Non capita di rado, infatti, che l’animale si avvicini al bruco per curiosità, anche tentando di raccoglierlo con le fauci o ingerirlo. Questo provoca una rapida infiammazione della bocca, nei casi gravi anche con processi necrotici per i tessuti della lingua, quindi un gonfiore esteso a livello della gola, tale da comprometterne la respirazione. I sintomi possono comprendere una salivazione eccessivamente intensa, l’aumento della temperatura corporea, quindi vomito, diarrea e molto altro ancora: è perciò necessario raggiungere il prima possibile il più vicino centro veterinario, poiché la risposta dell’organismo potrebbe risultare anche fatale.

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