Prestigiacomo: il nucleare è una grande opportunità

Prestigiacomo: il nucleare è una grande opportunità

Il nucleare ha trovato nell’attuale governo italiano un fedele promotore. Se la cronaca politica degli ultimi giorni (e mesi) ci racconta di un esecutivo sempre più debole, la forza con cui insiste su alcuni punti del proprio programma non sembra affatto scemare. Proprio in linea con tutto ciò arrivano le parole del Ministro dell’Ambiente Stefania […]

Il nucleare ha trovato nell’attuale governo italiano un fedele promotore. Se la cronaca politica degli ultimi giorni (e mesi) ci racconta di un esecutivo sempre più debole, la forza con cui insiste su alcuni punti del proprio programma non sembra affatto scemare.

Proprio in linea con tutto ciò arrivano le parole del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo in un convegno franco-italiano su nucleare:

è ora di fare un’opera di informazione obiettiva e trasparente per aiutare il Paese a valutare il nucleare in modo corretto

In altre parole, le necessità “politiche” sono quelle di spiegare alle masse l’importanza strategica della scelta nucleare – oltre una necessaria semplificazione dell’iter burocratico per la costruzioni dei nuovi impianti. Sull’impatto positivo che la svolta nucleare avrebbe sul bel paese, il sottosegretario Roberto Menia non ha espresso alcun dubbio:

il nucleare è già oggi la tecnologia che consente all’Europa di avere basse emissioni di CO2 in rapporto al PIL

Eppure ci pare che tutta questa foga dimentichi come il problema ecologico principale legato all’utilizzo di centrali nucleari non è certamente la produzione di C02, ma quella di pericolose scorie radioattive da smaltire – senza contare, ovviamente, il rischio incidenti.

Se si tiene conto dell’altissimo numero di scorie già illegalmente sepolte nel nostro meridione dalla malavita organizzata, risulta difficile non nutrire timori nei confronti di queste “svolte nucleari”. Ed è un peccato che tutto ciò tolga finanziamenti e attenzione a progetti per una riforma della distribuzione elettrica meno centralizzata e per una diffusione sempre maggiore di pannelli solari e altri sistemi di estrazione di energia da fonti rinnovabili.

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