Prende a calci un gatto, dovrà pagare 10.000 euro

Prende a calci un gatto, dovrà pagare 10.000 euro

Fonte immagine: Pixabay

Prende a calci un gatto, dovrà pagare una multa da 10.000 euro: è quanto accade a Enna, in Sicilia, per un maltrattamento avvenuto a giugno.

Prende a calci un gatto, viene condannato al pagamento di una multa da 10.000 euro. È questa la vicenda accaduta qualche tempo fa a Enna, in Sicilia, dove un uomo aveva deciso di colpire un cucciolo poiché intrufolatosi nel vano motore della sua automobile. Dopo la denuncia, è arrivata la relativa condanna per il maltrattamento dell’animale.

Il caso è stato reso noto dal quotidiano La Stampa e, secondo quanto riferito dalla testata, l’identificazione del responsabile è stata resa possibile grazie alle testimonianze raccolte da Enrico Rizzi, segretario nazionale del Partito Animalista Europeo (PAE).

Gatto e calci, la vicenda

Come spiegato dal quotidiano, la vicenda risale a qualche mese fa, precisamente al mese di giugno. Secondo le ricostruzioni, un automobilista avrebbe deciso di colpire un gattino randagio di pochi mesi di vita, poiché l’animale si era rifugiato nel vano motore della sua automobile. Preso a calci, l’animale aveva riportato una frattura alla zampa.

Grazie alla testimonianza di alcuni cittadini, Enrico Rizzi ha deciso di esporre il caso alla Polizia, depositando formale denuncia. A quel punto sono partiti tutti gli accertamenti del caso, fino a giungere al Tribunale di Enna. I giudici hanno deciso di condannare l’automobilista a una multa di 10.000 euro per il maltrattamento a cui è stato sottoposto il felino. Il gatto, fortunatamente guarito e oggi in buone condizioni di salute, ha invece trovato una nuova famiglia.

Lo stesso Rizzi ha espresso soddisfazione per la condanna, sottolineando però dalle pagine de La Stampa la necessità di misure più severe per assicurare la tutela degli animali su tutto il territorio:

Continuo giornalmente a sentire deputati e senatori affinché la legge venga modificata quanto prima. Questa condanna intanto è un segnale forte per chi ritiene che la vita di un indifeso animale valga come un pezzo di carta da lanciare via.

Fonte: La Stampa

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