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Pompe di calore al posto delle caldaie a gas: ora più conveniente

Pompe di calore al posto delle caldaie a gas: ora più conveniente

Fonte immagine: avantrend

Pompe di calore al posto delle caldaie a gas: l'alternativa resa più conveniente dalla nuova tariffa elettrica D1.

In Italia l’utilizzo di apparati alimentati a elettricità per riscaldare non è mai stato preso in seria considerazione. Il motivo è sempre stato legato al prezzo di un Kw/h che da noi costa un po’ di più rispetto agli altri Paesi. Le cose però sono un pochino cambiate negli ultimi tempi, tanto da far valutare l’utilizzo di apparati in pompa di calore come alternativa alle caldaie a gas per un più ampio risparmio energetico.

I vecchi termosifoni alimentati a metano convengono ancora? Vediamo di capirne di più. Innanzitutto la novità: dal primo luglio 2014 e per tutto il 2015 in via sperimentale (articolo 3 della delibera dell’8 maggio 2014 205/2014/R/EEL) coloro che decidono di utilizzare uno strumento in pompa di calore per scaldarsi possono utilizzare la tariffa elettrica D1. La convenienza è rappresentata dal fatto che questa tariffa è più bassa di circa il 30% rispetto alla D2 (utilizzata per contratti di privati fino a 3Kw) e alla D3 (utilizzata per contratti di privati fino a 6Kw). Inoltre la D1 ha un costo costante del kilowatt di energia elettrica, diversamente dalla D2 e D3 che aumenta in maniera proporzionale al consumo annuo.

Queste notizie potrebbero farci pensare che le pompe di calore potrebbero realmente rappresentare una valida alternativa al riscaldamento a gas. Potremmo sfruttare in maniera massimale questo sistema allacciandolo ad un impianto fotovoltaico che di giorno alimenterebbe in maniera autonoma i riscaldamenti elettrici. Per aumentare l’efficienza si potrebbe pensare anche ad un impianto a pannelli radianti elettrici a pavimento, parete o battiscopa. Insomma le varianti sono molteplici.

Per utilizzare la sperimentazione ed usufruire così della tariffa D1 la nostra casa deve avere come sistema di riscaldamento solo la pompa di calore. Non deve quindi essere presente una caldaia di nessun tipo. È ammessa una pompa di calore utilizzata per due case adiacenti.

È altresì necessario che l’impianto abbia i requisiti di prestazione minima previsti dall’Allegato H del decreto 19 febbraio 2007 ( gli stessi già richiesti per godere delle detrazioni fiscali del 55% e 65%) o, in alternativa, rispetti i criteri di ammissibilità di cui all’Allegato II del decreto 28 dicembre 2012 (quelli già richiesti per accedere al Conto Termico). Sono ammesse le pompe di calore già installate purchè entrate in vigore dopo il primo gennaio 2008.

Anche il condizionatore d’aria classico, quando lavora in inverno, è considerato come un apparato in pompa di calore per riscaldare gli ambienti. Per cui una casa in cui siano presenti solo gli split può godere della tariffa D1 che verrà usata, ovviamente, anche per alimentare altre utenze elettriche.

Per usufruire della tariffa D1 bisogna compilare questo modulo in tutte le sue parti e consegnarlo al proprio gestore elettrico, ad esempio Enel, Acea, Hera ecc. Nel modulo si devono riportare una serie di informazioni che riguardano l’ampiezza della casa dove è installata la pompa di calore, il numero di occupanti e il codice Pod del proprio contatore elettrico che deve essere di tipo “telegestito”.

Ogni venditore del mercato libero di elettricità può valutare se offrire oppure no ai propri clienti la possibilità di aderire alla sperimentazione della tariffa D1, è obbligo invece per tutti i venditori del servizio di maggior tutela.

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