Polveri sottili: i limiti di legge e come diminuirne il livello

Polveri sottili: i limiti di legge e come diminuirne il livello

Fonte immagine: Pixabay

Le polveri sottili sono particelle di piccole dimensioni disperse in atmosfera, caratteristiche dello smog: ecco i limiti di legge e come ridurle.

Lo smog rappresenta di certo una delle più estese fonti di inquinamento atmosferico: il traffico automobilistico, i sistemi di riscaldamento e la combustione di carburanti fossili, infatti, contribuiscono a disperdere nell’aria delle sostanze nocive. Si tratta delle polveri sottili, note anche come particolato: dei composti di microscopiche dimensioni che, con l’inalazione, possono raggiungere bronchi e polmoni causando problemi di respirazione, malattie croniche e conseguenze gravi come i tumori. Proprio per la loro dannosità, i Paesi di tutto il mondo si sono dotati di precise normative per regolare l’emissione di polveri sottili: quali sono i limiti di legge imposti in Italia e, soprattutto, come diminuirne la loro concentrazione.

Polveri sottili: la definizione in pillole

Ciminiera

Prima di addentrarsi nei limiti previsti dalla legge per la concentrazione di polveri sottili, è utile apprendere cosa siano, approfittando di una definizione semplificata. Per polveri sottili o particolato – quest’ultimo identificato con la sigla PM, ovvero Particulate Matter – si intende la frazione di alcune particelle microscopiche disperse in atmosfera, emesse sia per ragioni naturali che derivate dall’attività dell’uomo.

Queste particelle vengono classificate a seconda della loro densità o concentrazione. Con la sigla PM10 si intendono quei composti di dimensioni pari o inferiori a a 10 µm, ovvero 10 millesimi di millimetro. Con PM2.5, invece, si identificano particelle di dimensioni pari o inferiori ai 2.5 µm. Minore è la densità delle singole particelle, maggiore è la possibilità che il particolato possa raggiungere organi vitali, come i polmoni: in questo senso, il PM2.5 è più pericoloso rispetto ai PM10, poiché può ad esempio intaccare la porzione più profonda dei bronchi.

La composizione del particolato è molto varia e include polveri, fumi, microgocce, aerosol di sostanze chimiche, particelle solide, metalli pesanti e molto altro ancora. A livello naturale, l’emissione è dovuta soprattutto alle eruzioni vulcaniche, alla combustione del legno e all’attività di alcuni vegetali, come ad esempio i pollini delle piante. A questa porzione si aggiunge quella più estesa di produzione umana, derivante dai motori a benzina e a diesel, dai sistemi di riscaldamento, dal consumo di pneumatici sul suolo, dai sistemi frenanti delle vetture, dallo stesso asfalto e dalla combustione di legno e pellet.

Polveri sottili: limiti di legge e metodi di riduzione

Spatifillo

L’Italia, così come svariati Paesi del mondo, ha stabilito per legge dei limiti di concentrazione sia per i PM10 che per i PM 2.5, adeguandosi così alle disposizioni previste a livello europeo. Per quanto riguarda i PM10, i limiti sono i seguenti:

  • Valore massimo per la media annuale: 40 µg/m³;
  • Valore massimo giornaliero: 50 µg/m³;
  • Superamenti massimi consentiti in un anno: 35 giorni.

Sul fronte dei PM2.5, invece, lo Stivale e l’Europa adottano un valore massimo di media annuale di 25 µg/m³. I limiti annuali, soprattutto sui PM10, vengono frequentemente superati in nazioni come Francia, Spagna, Polonia, Bulgaria e in diverse regioni del Nord Italia. Le concentrazioni giornaliere, invece, vengono superate nella gran parte delle grandi città in tutta Europa.

Per ridurre le concentrazioni di particolato a livello cittadino, le amministrazioni comunali agiscono solitamente su due fronti: quello del blocco del traffico o della sua parziale limitazione – ad esempio con la circolazione di targhe alterne o, ancora, con il divieto d’ingresso in città dei veicoli più inquinanti – e sulla rigida regolamentazione dei riscaldamenti domestici, con la predisposizione di un calendario annuale per l’accensione e una verifica costante degli impianti.

A livello domestico, invece, sono molte le strategie che si possono adottare per eliminare, o quantomeno ridurre, la concentrazione di polveri sottili. Innanzitutto è necessario non fumare all’interno delle abitazioni, preferendo luoghi all’aperto: anche il fumo di sigaretta, infatti, contribuisce alla concentrazione di polveri sottili. Dopodiché è utile installare in cucina degli aspiratori sufficientemente potenti per gestire rapidamente i fumi di cottura, così come anche condizionatori e purificatori d’aria dotati di filtri HEPA per trattenere le particelle dannose.

È anche utile provvedere con regolarità alla pulizia delle superfici con l’aspirapolvere, per raccogliere il particolato depositato, così come battere frequentemente tappeti e tessili. Infine, un aiuto può giungere da alcune piante ornamentali – come la dracena, il ficus o lo spatifillo – poiché note per trattenere formaldeide, alcuni metalli pesanti e altri inquinanti da smog.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Mercedes-Benz VISION AVTR: video dell’elettrica del futuro ispirata ad Avatar