Plastiche riciclabili: quali sono e come riconoscerle

Plastiche riciclabili: quali sono e come riconoscerle

Fonte immagine: Pixabay

Riconoscere le plastiche riciclabili è molto importante per provvedere al loro corretto smaltimento: ecco quali sono e come identificarle.

Provvedere al corretto smaltimento della plastica è essenziale per proteggere l’ambiente: questo materiale, se non adeguatamente raccolto, può infatti rappresentare una delle fonti principali di inquinamento ambientale. La plastica non solo impiega più di 500 anni per degradarsi in natura, ma rappresenta uno dei principali pericoli per la sopravvivenza della flora e della fauna marina. Per questa ragione, è necessario assicurarsi che lo smaltimento avvenga in modo corretto, approfittando anche del riciclo. Non tutte le varietà di plastica, tuttavia, risultano riciclabili: come riconoscerle?

Prima di cominciare, è bene informarsi sulle modalità di raccolta nel proprio comune di residenza, assicurandosi così di provvedere correttamente sia allo smaltimento che al riciclo.

Tipologie di plastica: come riconoscerle

Bottiglie di plastica

All’interno di ogni abitazione sono disponibili centinaia di strumenti in plastica, da oggetto di uso quotidiano – come confezioni di alimenti o bottiglie – a scocche di elettrodomestici e dispositivi elettronici, rivestimenti d’arredo e molto altro ancora. Sebbene fra di loro possano sembrare molto simili, in realtà sono costituiti da polimeri assai diversi, non tutti riciclabili.

Per procedere al corretto smaltimento, il primo passo da compiere è quello di identificare la tipologia di plastica in proprio possesso. Fortunatamente esiste una codifica standardizzata, con l’associazione di un numero e di una sigla, che permette di riconoscere velocemente il polimero dell’oggetto in proprio possesso. La sigla è solitamente riportata sull’etichetta del prodotto o, ancora, è disponibile in serigrafia o in rilievo sulla stessa superficie.

All’interno del gruppo delle plastiche riciclabili, vi rientrano sette categorie:

  • PET, codice 1: polietilene tereftalato;
  • HDPR, codice 2: polietilene ad alta densità;
  • PVC, codice 3: cloruro di polivinile;
  • LDPE, codice 4: polietilene a bassa densità;
  • PP, codice 5: polipropilene;
  • PS, codice 6: polistirene e polistirolo;
  • Codice 7, altre plastiche.

Identificata la varietà, è sufficiente seguire le istruzioni di deposito e smaltimento fornite dal proprio comune di residenza. È molto importante che queste plastiche, quando non differentemente indicato, vengano separate: devono essere sottoposte, infatti, a procedimenti diversi per poter essere recuperate.

Plastica: come gestire la differenziata?

Sedie di plastica

Familiare con codici e sigle potrebbe non essere per tutti agevole, anche se alcune di queste definizioni sono entrate da tempo nel linguaggio comune. Basti pensare al PET, il materiale scelto per le bottiglie di plastica, oppure al PVC. Per questa ragione, la possibilità di errore rimane molto alta quando si effettua la raccolta differenziata, anche perché le sigle possono essere confuse o non risultare sufficientemente leggibili.

In linea generale, è possibile stabilire quali rifiuti possano essere gettati nella differenziata – e quali invece smaltiti nel sacco nero – controllando la tipologia di prodotto. Come già accennato, si tratta di una suddivisione generica, poiché potrebbero esistere delle piccole variazioni tra un comune e l’altro.

Di norma, possono finire nel bidone della plastica oggetti come bottiglie di bevande, flaconi di detersivi, vaschette per alimenti, piatti e bicchieri, boccette di shampoo e cosmetici, barattoli dello yogurt, vaschette del gelato, vassoi per dolci, plastiche morbide da imballaggio, buste di plastica, blister, vassoi portauova, imballaggi da spedizione in polistirolo, spruzzini di detergenti, buste preconfezionate per pasta e riso, involucri di alimenti secchi e molto altro ancora.

Non possono finire nella differenziata, invece, elementi come penne e pennarelli, tubi da giardino, palle e palloni, scocche di elettrodomestici, componenti elettroniche come tastiere e mouse, sedie da giardino, siringhe, sottovasi, utensili da cucina non monouso, bacinelle, dischi e CD, occhiali, lenti, giocattoli e molto altro ancora.

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