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Plastiche in mare: 11 nuovi “cestini” Seabin di Lifegate grazie a Whirpool EMEA

Plastiche in mare: 11 nuovi “cestini” Seabin di Lifegate grazie a Whirpool EMEA

Fonte immagine: Lifegate

Lifegate installerà 11 nuovi dispositivi Seabin grazie al supporto di Whirpool EMEA con l'obiettivo di raccogliere la plastica sempre più presente nei mari.

Il mare è pieno di plastica e la lotta alla pulizia delle acque è impegnativa, ma con l’introduzione dei Seabin nei porti si sta iniziando ad arginare la problematica. Si tratta di dispositivi capaci di catturare i rifiuti marini, basti pensare che ciascuno ripulisce il mare di 500 chili di spazzatura all’anno.
L’iniziativa è partita nel 2018 ed è portata avanti da Whirlpool EMEA e Lifegate: visti gli ottimi risultati raggiunti con le prime due installazioni nelle Marche, si sono coinvolti anche altri 11 luoghi, tra porti e circoli nautici, dal Friuli Venezia-Giulia alla Sicilia, dove stanno per debuttare questi cestini acquatici “mangia plastica”.
Il progetto rientra nel LifeGate PlasticLess, ed è pensato per ridurre il quantitativo di plastiche nei mari grazie a un’ampia rete di collaborazioni che va dai porti alle istituzioni pubbliche, dalle aziende alle associazioni, senza tralasciare le azioni green dei singoli individui.

La tecnologia che aiuta il mare

Il Seabin è fissato al pontile ed è installato in un punto di accumulo, cioè una posizione strategica dove per l’azione spontanea del vento e delle correnti confluiscono i rifiuti dispersi in mare.

La tecnologia, che porta la firma di Poralu Marine, sfrutta l’azione di una pompa ad acqua che è capace di depurare 25mila litri di acqua all’ora; in un giorno riesce a catturare circa 1,5 kg di plastica, pari al peso di 100 bottigliette, ovvero oltre 500 kg di rifiuti all’anno, comprese le microplastiche da 2 a 5 mm di diametro e le microfibre da 0,3 mm che, attaccandosi alle alghe ingerite dai pesci, arrivano fino alla nostra tavola.

La spazzatura recuperata è ritirata dalle aziende selezionate dai rispettivi Comuni per la raccolta dei rifiuti, così che a livello locale possano esserci ulteriori attività di sensibilizzazione e coinvolgimento dei cittadini. Questi ultimi sono soggetti fondamentali per migliorare l’impegno nella riduzione della plastica secondo il “Plastic Free Challenge” lanciato dal Ministero dell’Ambiente. E la competizione, sul modello della Ice Bucket Challenge, vuole infatti sensibilizzare popolazione, imprese e istituzioni all’eliminazione della plastica usa e getta.

Il Seabin è un dispositivo efficace per ridurre i rifiuti in mare e i dati lo confermano. Nelle sole acque di Fano, a Marina dei Cesari, e a San Benedetto del Tronto, nel Circolo Nautico Sanbenedettese, questi speciali cestini acquatici finora hanno contribuito alla raccolta di oltre 400 kg di detriti galleggianti, pari al peso di oltre 26mila bottigliette di plastica da 500ml, oltre a cannucce e tappi di bottiglia, mozziconi di sigaretta, incarti di alimentari, reti utilizzate per l’allevamento di mitili e pezzi di polistirolo.

raccolta Seabin plastica
Fonte: Lifegateraccolta plastica attraverso Seabin

L’unione fa la forza

“Siamo orgogliosi di continuare a supportare il progetto LifeGate Plasticless e di aver installato i Seabin in tutta Italia. Questa iniziativa si inserisce nella strategia di sostenibilità e nell’impegno di Whirlpool in ambito economia circolare, che punta sia all’innovazione di prodotto e di processo sia a far partecipi la cittadinanza e le comunità in cui operiamo”, ha commentato Karim Bruneo, Corporate Responsibility and Government Relations Manager, Whirlpool EMEA.

Ma in quali porti e circoli nautici italiani si trovano i Seabin? I primi a entrare in funzione sono stati quelli di Marina dei Cesari a Fano e del Circolo Nautico Sanbenedettese a San Benedetto del Tronto, in seguito si sono installati altri 11 dispositivi, che hanno coinvolto: Marina Sant’Andrea a San Giorgio di Nogaro, Marina Blu a Rimini, La Marina Dorica ad Ancona, Gestiport a Senigallia, Marina di Capraia all’Isola di Capraia, Club Nautico della Vela a Napoli (Borgo Marinari), Marina di Lacco Ameno e Marina di Forio a Ischia, Marina Capo d’Orlando, Marina Acquatica di Alghero e l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia nella Darsena di Milano. Nel complesso per l’insieme delle località dove sono stati installati i Seabin si stima una raccolta annuale di circa 7 tonnellate di rifiuti, pari al peso di 500mila bottiglie di plastica da mezzo litro.

Nei prossimi mesi, inoltre, verranno posizionati ulteriori cestini mangia rifiuti nel Regno Unito e in Francia, così da incrementare il quantitativo di spazzatura raccolta in mare.

Infografica sulla presenza di plastica nei mari
Infografica sulla presenza di plastica nei mari – Clicca per ingrandire

“Siamo orgogliosi di collaborare con Whirlpool, che ha scelto di aderire al progetto LifeGate PlasticLess coinvolgendo 13 porti italiani, da nord al sud del Paese, permettendoci di diffondere capillarmente la nostra sfida volta a pulire i mari dalla plastica. Crediamo che insieme potremo ottenere importanti benefici ambientali e promuovere sempre più consapevolezza verso i cittadini, che possono essere parte attiva del cambiamento per un futuro plastic free”, osserva Enea Roveda, Amministratore Delegato di LifeGate.

Il problema della plastica dispersa in mare ha proporzioni gigantesche e c’è bisogno delle azioni di molti. Nel solo mar Mediterraneo ogni giorno secondo l’Unep – il programma per l’ambiente dell’Onu – arrivano circa 731 tonnellate di rifiuti, e l’Italia, con 90 tonnellate prodotte, rappresenta il terzo Paese più inquinante dell’aerea. Non a caso i pescatori da anni continuano far presente che il 50% del loro pescato è costituito da plastica.

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