Plastica, verso un accordo mondiale: gli USA si oppongono

Plastica, verso un accordo mondiale: gli USA si oppongono

Fonte immagine: Unsplash

Plastica, le nazioni mondiali verso un accordo internazionale: gli Stati Uniti però si oppongono a misure condivise.

La plastica rappresenta uno delle più gravi minacce per la sopravvivenza del Pianeta e, per questo motivo, gli stati appartenenti alle Nazioni Unite stanno pensando a una nuova collaborazione. Un accordo simile a quello di Parigi sulle emissioni, concentrato sulla produzione e il corretto smaltimento di questo inquinante materiale. Ma c’è già chi si oppone: gli Stati Uniti, tra i massimi produttori di plastica a livello mondiale.

È quanto rende noto Gizmodo, nel riportare gli esiti di un meeting virtuale delle Nazioni Unite avvenuto la scorsa settimana. A quanto pare, gli USA si sarebbero rifiutati di prendere in considerazione qualsiasi ipotesi.

Plastica e accordi mondiali: cosa succede

Così come già accennato, la scorsa settimana un gruppo di delegati delle Nazioni Unite si è unito virtualmente per parlare del problema dell’inquinamento marino e della microplastica. Dall’incontro, è emersa la necessità di un accordo mondiale affinché vengano prese decisioni e strategie condivise, così da limitare globalmente la produzione e l’inquinamento da plastica.

Tra i partecipanti favorevoli a una simile iniziativa, si registrano le nazioni europee, quelle caraibiche, le isole del Pacifico, l’Africa e molti altri. Lo conferma John Hocevar, direttore delle campagne oceaniche di Greenpeace USA:

L’Europa ha fatto al momento da leader nelle discussioni, si è registrato un grande supporto anche dal Sudest Asiatico e da molte regioni dell’emisfero australe.

Gli Stati Uniti si sarebbero però opposti a un accordo globale, così come il Regno Unito, finito proprio in questi giorni sulle cronache internazionali per la sua decisione di aumentare la quantità di plastica indirizzata ai termovalorizzatori. Al momento non è stato nemmeno evidenziato un interesse da diverse nazioni arabe, tuttavia non vi sarebbe una chiusura totale. Tutto potrebbe però cambiare dal mese di gennaio, quando Joe Biden dovrebbe cominciare la sua Presidenza alla Casa Bianca, ostacoli di percorso a parte.

A oggi, circa 69 nazioni del mondo hanno vietato l’uso di sacchetti di plastica, mentre 170 nazioni hanno deciso di ridurre la loro produzione di plastiche in modo sensibile entro il 2030. Servono però delle misure più urgenti, anche in relazione alla recente pandemia da coronavirus che ha determinato un aumento dei rifiuti inquinanti negli oceani.

Fonte: Gizmodo

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