La plastica uccide centinaia di migliaia di paguri

La plastica uccide centinaia di migliaia di paguri

Fonte immagine: Pexels

I rifiuti di plastica stanno decimando la popolazione di paguri, determinando una macabra reazione a catena mortale: i dati di uno studio.

I rifiuti in plastica stanno velocemente diventando la prima causa di morte dei paguri. È quanto rivela un nuovo studio condotto dall’Università della Tasmania, relativo a due remote isole dell’Oceano Indiano: la popolazione di crostacei di questi due lontani atolli sarebbe stata dimezzata proprio dalla spazzatura in plastica, che viene portata sulle spiagge dalle correnti.

I ricercatori hanno analizzato il tasso d’inquinamento da plastica delle Isole Cocos e dell’Isola Henderson, per verificare come i rifiuti portati dalle correnti stiano influenzando la biodiversità locale. Dallo studio è emerso come, nella prima delle due isole, ben 508.000 esemplari di paguro abbia perso la vita a causa della plastica, seguiti da 61.000 esemplari nella successiva isola. Nella maggior parte dei casi questi animali rimangono incastrati all’interno di contenitori e bottiglie, senza la possibilità di poter mettersi in salvo.

Come è noto, i paguri non sono dotati di un proprio guscio, ma riutilizzano le conchiglie che trovano sulla spiaggia. Sempre più esemplari, tuttavia, ricorrono a oggetti in plastica portati dalle correnti, rimanendone però incastrati. Questi crostacei rimangono intrappolati non solo utilizzando rifiuti in plastica come gusci, anziché le ben più consuete conchiglie, ma anche nel tentativo di cercare cibo, riparo o un luogo tranquillo.

I ricercatori, appartenenti ai Marine e Antarctic Studies del sopracitato ateneo, hanno rinvenuto una media di circa 2 paguri intrappolati per metro quadrato, considerando sia gli esemplari ancora in vita che quelli già deceduti. In merito all’uso di contenitori in plastica come gusci protettivi, inoltre, si verrebbe a creare una vera e propria reazione a catena, una trappola mortale che coinvolge centinaia di esemplari alla volta. Così spiega Alex Bond, esperto di animali marini per il Museo di Storia Naturale di Londra:

I paguri non posseggono propri gusci. Questo significa che, quando un rappresentante muore, viene emesso un segnale chimico per avvisare gli altri esemplari della disponibilità di una conchiglia. Questo segnale attrae altri paguri, i quali però cadono all’interno dello stesso contenitore e muoiono, lanciando a loro volta il medesimo segnale per la disponibilità di nuove conchiglie. Essenzialmente, si tratta di una macabra reazione a catena.

Solo lo scorso maggio, ben 414 milioni di frammenti di plastica sono stati trascinati dalle correnti sulle spiagge delle Isole Cocos, in particolare bottiglie e tappi, cannucce, bicchieri, scarpe e sandali.

Fonte: CNN

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Beach Litter 2019: intervista a Stefano Ciafani – Legambiente