• GreenStyle
  • Consumi
  • Plastica: traffico illegale di rifiuti dall’Italia alla Malesia

Plastica: traffico illegale di rifiuti dall’Italia alla Malesia

Plastica: traffico illegale di rifiuti dall’Italia alla Malesia

Fonte immagine: Greenpeace

Traffico illegale di plastica tra Italia e Malesia scoperto da Greenpeace, oltre 1300 tonnellate spedite illegalmente verso l'Asia.

Oltre 1300 tonnellate di plastica italiana sono finite illegalmente in Malesia. A denunciarlo è Greenpeace, che ha condotto un’indagine sul flusso di rifiuti plastici che dall’Italia viaggia verso il Paese asiatico. Una pratica che pone a grave rischio l’ambiente, sottolinea l’associazione, in considerazione del fatto che i soggetti riceventi sono spesso privi dei necessari permessi di trattamento e smaltimento.

Sono 2880 le tonnellate di plastica totali che dall’Italia viaggiano verso la Malesia. Secondo Greenpeace Italia il 46% di queste non risulterebbero spedite in maniera legale. Privi delle necessarie autorizzazioni, inclusa quella all’importazione di rifiuti dall’estero, diverse società malesi operano senza offrire alcuna garanzia per quelle che sono la tutela ambientale e della salute umana. Ha dichiarato Giuseppe Ungherese, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace Italia:

Pochi mesi fa abbiamo mostrato ledrammatiche conseguenze sanitarie e ambientali delle esportazioni di rifiuti inplastica dall’Italia verso la Malesia. Ora, con questa nuova inchiesta, sveliamo le illegalità che si celano dietro questi fenomeni. Si tratta di una situazione inaccettabile che conferma, ancora una volta, l’inefficacia del sistema di riciclo e la necessità di adottare misure urgenti per ridurre la produzione di quella frazione di plastica, spesso inutile e superflua, rappresentata dall’usa e getta.

L’indagine di Greenpeace è stata condotta tra Italia e Malesia attraverso documenti, reperiti anche attraverso la collaborazione del governo malese, ma anche tramite il ricorso a telecamere nascoste. Gli attivisti si sono recati in Malesia presso società di smaltimento illegale, raccogliendo testimonianze video. Tutto il materiale è stato trasmesso alle autorità competenti. Come ha affermato Paola Ficco, giurista ambientale e avvocatessa:

L’esportazione dovrebbe essere l’ultima ratio, una società tecnologicamente avanzata deve essere in grado di gestire i propri scarti; se non lo è, deve interrogarsi seriamente su quello che sta facendo. Il punto è che questi rifiuti non dovrebbero essere spediti all’estero.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Raccolta beach litter: intervista con Laura Brambilla – Legambiente